Orari no limits per supermercati e negozi Panorama e Unes li hanno già applicati

04/01/2012

La fine del mondo del commercio, almeno per come l`abbiamo conosciuto finora, è già arrivata. Per effetto del decreto Monti sulle liberalizzazioni, da lunedì ogni ipermercato, supermercato, discount e persino ogni negozio ha la facoltà di scegliere a piacimento gli orari di apertura. I turni? Solo quelli che saranno affissi sulla porta dell`esercizio commerciale, al pari degli orari di apertura. I primi ad adeguarsi alle nuove regole sono state gli esercizi di due catene, la Unes a Modena – che ha comunicato ai dipendenti l`apertura per il 6 e i19 gennaio – e Panorama a Sassuolo;
quest`ultima ha subito aggiornato il sito internet e ha messo in bella mostra l`orario 9 – 21 e 9-20 per la Befana e per le domeniche successive. Nordiconad ha fatto sapere informalmente che si atterrà al protocollo di autodisciplina che ha siglato con il Comune di Modena, mentre Coop Estense resta sinora alla finestra, senza decisioni Per la rete della piccola e grande distribuzione si tratta di un terremoto che ha suscitato una levata di scudi da nord a sud, scavalcando le divisioni politiche e trovando uniti i sindacati dei lavoratori con i piccoli commercianti. «Non dobbiamo stupircene – spiega Marzio Govoni (Filcams Cgil) – Ssono le categorie più colpite, penalizzate al massimo grado da una norma che cancella ogni regola. Una situazione del genere non esiste in nessun paese europeo, occidentale; ovunque ci sono poche regole e chiare che servono a disciplinare il settore. Con questo colpo di mano invece ogni catena commerciale può fare i suoi comodi e spostare i dipendenti nei turni festivi e sulle ore serali. I grandi gruppi hanno le spalle abbastanza larghe da poter offrire ai clienti orari più ampi, mentre i piccoli esercenti dovranno fare i conti con le scarse risorse a disposizione; le loro, quelle della famiglia e spesso di un`unica commessa. Secondo il censimento della Provincia di qualche anno fa nel settore gli addetti sono circa 50 mila, comprendendo sia i titolari che i dipendenti, che sono poco più della metà. Come si vede è il primo settore occupazionale della nostra provincia, anche se estremamente frammentato. Di fronte a questa situazione i sindaci non devono restare a braccia conserte. Visto che
Modena, Carpi e Sassuolo hanno già spedito una lettera alla Regione chiedendo di esercitare le sue prerogative in materia, oggi i primi cittadini hanno il dovere di proibire le aperture e sanzionare chi tiene aperto al di fuori della normativa regionale. Lo faranno?» Domanda difficile. Sulla competenze a decidere per gli orari commerciali c`è un braccio di ferro tra le Regioni, Toscana e Piemonte in prima fila, che reclamano la supremazia in materia e hanno fatto ricorso. «Una scelta incomprensibile – protesta Fulgenzio Brevini (Confesercenti) ) – Questa liberalizzazione selvaggia non agevola i consumatori perché fa sparire la distribuzione di prodotti specializzati. Ma in quale paese il gestore può farsi gli orari a suo piacimento? In un contesto senza regole significa che vince íl più forte; ma questa è la legge della giungla, non di una comunità bene ordinata. Così i colossi della distribuzione terranno aperto solo quando conviene loro, mentre con l`accordo di Modena, uguale a quello che funziona bene da tempo a Carpi, ogni domenica ci sarebbero esercizi e supermercati aperti».