ORARI FLESSIBILITA’ SALARI PRECARIETA’, QUESTI I MOSTRI MODERNI CHE I LAVORATORI DEL COMMERCIO, DEL TURISMO, DELLE PULIZIE DEVONO PIEGARE

11/05/2007

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

11 maggio 2007

ORARI FLESSIBILITA’ SALARI PRECARIETA’, QUESTI I MOSTRI MODERNI CHE I LAVORATORI DEL COMMERCIO, DEL TURISMO, DELLE PULIZIE DEVONO PIEGARE

È in uno sventolio di bandiere rosse, Filcams, bianche-verdi, Fisascat, azzurre, Uiltucs e Uiltrasporti, che si è aperta la manifestazione dei lavoratori del commercio, del turismo, delle pulizie, al Palalottomatica a Roma.

Uno spettacolo comune per le manifestazioni sindacali e tuttavia insolito per i lavoratori delle tre federazioni sindacali.

Da questo venerdì 11 maggio anche i lavoratori dei settori del terziario avranno memoria della musica che "fa gruppo" e dello scenario che compatta in massa i gruppi di manifestanti.

I lavoratori dei contratti che hanno dato vita alla manifestazione sono esasperati e hanno finito la pazienza, ha detto Ivano Corraini, segretario generale della Filcams.

I temi dell’esaperazione si chiamano orari sempre più flessibili e frantumati nella giornata, salari bassi, contratti di lavoro part-time con un numero insufficiente di ore settimanali, precarietà dell’impiego.

I salari italiani: i più bassi d’Europa (Ubaldo Conti, segretario Uiltrasporti); i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri (Pierangelo Raineri, segretario generale Fisascat); e le affermazioni ormai quotidiane che lo sviluppo è possibile solo se i lavoratori rinunciano a una parte dei diritti, sono l’altro motivo di esasperazione richiamato dagli intervenuti alla tribuna.

Oltre ai segretari generali Ivano Corraini, Filcams; Pierangelo Raineri, Fisascat; Brunetto Boco, Uiltucs; Ubaldo Conti, Uiltrasporti; Bernadette Ségol, segretaria di UniEuropa, sindacato europeo; Patrizio Lovolé, delegato Fisascat all’Hotel Danieli di Venezia; Monica Scuderi, delegata Filcams nelle imprese di pulizie; Barbara Fattori, delegata Fisascat di Coop distribuzione.

E ancora gli orari di lavoro, le aperture senza più regole dei negozi, la domenica che le imprese pretendono giorno lavorativo normale. Per quale ragione si dovrebbe trasformare la domenica in un giorno lavorativo?

C’era un equilibrio raggiunto nel tempo che è saltato anche grazie all’azione degli enti locali, sostiene Brunetto Boco. Ci sono ragioni ideologiche, come quelle avanzate da Confindustria, secondo la quale le regole le fa solo il mercato, ha ricordato Pierangelo Raineri. Così com’è atteggiamento ideologico questa idea della spesa, dopo che s’è fatta alle nove di sera, di sabato, nell’orario continuato, anche di domenica. «Il giorno che ognuno dovrebbe dedicare a se stesso e un Paese civile fermarsi» come ha affermato Boco.

Una giornata come questa segna in quanto a determinazione le federazioni. «Se i contratti non ci saranno – ha affermato Corraini – intensificheremo la lotta e questa volta cercheremo di far male alle imprese proprio nei periodi di maggior lavoro».