Orari dei negozi: anche la polemica adesso è no stop

09/01/2012

Molte sono le promesse e le attese per le liberalizzazioni annunciate dal ministro Passera. Allo stato, però, l`unico provvedimento degno di tale nome già varato dal governo Monti con la manovra di fine anno la liberalizzazione degli orari dei negozi – continua a far discutere. Meglio, a raccogliere più detrattori che ammiratori, visto che resta tutta da provare la relazione tra l`apertura degli esercizi commerciali e la crescita dei consumi. Soprattutto dopo il debole avvio della stagione dei saldi, che ieri non hanno entusiasmato (secondo il Codacons il calo medio delle vendite è stato del 20%), riportando il dibattito sulla scarsa capacità d`acquisto degli italiani.

A RISCHIO I PICCOLI NEGOZI
Sul fronte del no restano in prima fila le regioni Toscana e Veneto, che hanno annunciato di voler ricorrere alla Corte Costituzionale contro la norma, per evitare effetti ritenuti «disastrosi» sul piccolo commercio a tutto vantaggio dei grandi centri commerciali e delle catene. E qualche dubbio potrebbe affiorare anche in Emilia-Romagna, visto che il sindaco di Bologna Virginio Merola ha definito quale «soluzione migliore» quella di «attribuire alle Regioni la regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali» con margini di definizione per i Comuni. Contrari, senza mezzi termini, continuano ad essere anche i sindacati di categoria. Dopo le dure accuse della Filcams Cgil su una misura che porterà al «peggioramento delle condizioni di chi lavora nei grandi centri commerciali e negli ipermercati», ieri è stata la volta della Fisascat. Anche per la federazione del terziario e del commercio della Cisl, «il via libera del provvedimento non avrà gli auspicati effetti sull`aumento dei consumi, del Pil e dell`occupazione». Il segretario generale Pierangelo Raineri ha spiegato: «Siamo invece convinti che l`applicazione della nuova norma avrà pesanti ripercussioni proprio sui lavoratori e sulle lavoratrici dei settori già polverizzati del terziario privato, che si troveranno a fare fronte alle nuove richieste del mercato in carenza di servizi pubblici che sostengano le necessità delle famiglie già penalizzate dalla crisi». Senza dimenticare «la possibile conflittualità che a livello decentrato potrebbe generarsi in un mercato di lavoro senza regole».
UNA NUOVA OPPORTUNITÀ

A sostegno della liberalizzazione dei negozi, invece, Federdistribuzione, associazioni dei consumatori come il Codacons, e la Cia: «Le polemiche di questi giorni sono eccessive e nascondono anche una certa paura del cambiamento. Certo non si tratta di tenere aperti gli esercizi commerciali 24 ore su 24, ma di
ampliare la gamma di opportunità di relazione con i consumatori, sempre più diversificati nelle abitudini e nei bisogni» ha affermato la Confederazione italiana agricoltori. Certa che la misura del governo Monti «possa andare incontro alle esigenze dei cittadini ed accrescere la vendita di prodotti agroalimentari».?