“Ora si devono tutelare i proletari senza diritti”

11/01/2011

Bruno Manghi, sociologo ed ex sindacalista della Cisl

TORINO – «Il maggior attentato ai diritti è quello di chiudere le fabbriche non di fare accordi come quello di Mirafiori. Ci sono centinaia di intese, in un settore come il tessile ad esempio, che fanno rabbrividire a confronto». Bruno Manghi, sociologo ed ex sindacalista Cisl, è convinto che a Torino non siano messi in discussione i diritti.
Lo sciopero viene sanzionato, le pause ridotte, la malattia non pagata. Non sono diritti?
«Il diritto di sciopero è valido per i singoli. Verranno sanzionate i sindacati che lo proclamano in determinanti momenti. È diverso. Nel settore pubblico lo si fa da tempo. Tutti sono concentrati su Mirafiori, ma non vedono i veri attacchi ai diritti? Quelli che lavorano nelle cooperative, dalla sanità alla cultura, sono i nuovi proletari senza diritti».
Così non è un gioco al ribasso?
«Non per Mirafiori. Non so se andrà a finire bene, ma bisognava farlo questo accordo, altrimenti ci si sarebbe limitati a gestire il declino. L´intesa è importante per tutto quello che è legato a Mirafiori. Senza aumenterebbe il precariato e diminuirebbero i diritti di sicuro».
Tutto in nome della globalizzazione?
«La globalizzazione non è un valore, è una situazione di fatto, che c´è da tempo in Europa e riguarda già i nostri figli. Purtroppo la flessibilità è ormai scappata di mano da tempo. Ma questo è un discorso che non riguarda Mirafiori».
Quando scappa di mano la flessibilità?
«Quando è a buon prezzo e se ne può abusare. Quando invece costa di più di qualcuno che è fisso si ragiona su come utilizzarla. Come cambiare la tendenza? Non lo so. I lavoratori, più divisi, oggi non riescono più ad autotutelarsi».