Ora rispunta il fantasma delle intese separate

16/07/2004





     
    Venerdì, 16 Luglio 2004
    Pagina 10 – Economia

    IL RETROSCENA
    Cisl e Uil: "Il Patto per l´Italia cominciò così, la Cgil si autoescluse"
    Ora rispunta il fantasma delle intese separate

    Pezzotta scrive due righe a Epifani: "Nessun pranzo con il ministro e Sacconi"
    Sconcerto per l´abbandono del tavolo che prosegue a livello tecnico senza Cgil

    RICCARDO DE GENNARO

    ROMA – «Il nostro Patto per l´Italia cominciò esattamente così, la Cgil non venne all´appuntamento fissato dopo l´estate: l´altra sera ho visto riproiettare un film che ha prodotto una grande spaccatura tra i sindacati». Pierpaolo Baretta, segretario confederale Cisl, rievoca con preoccupazione momenti che sembravano superati da un lavoro di paziente ricucitura al quale anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, aveva attivamente contribuito. Ora, dopo il primo incontro ai «tavoli», tornano in discussione i rapporti unitari Cgil, Cisl e Uil, si rompe l´«incantesimo» tra il principale sindacato e la «nuova» Confindustria di Montezemolo.

    Nelle sedi di Cisl e Uil c´è un clima di sconcerto per il gesto di Epifani, che nella serata di mercoledì ha abbandonato all´improvviso il tavolo del negoziato allestito in Confindustria per la stesura di un documento comune sullo sviluppo del Paese. «Spiegatemi perché, spiegatemi perché», tuonava il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, all´uscita dal quartier generale degli industriali, ripensando ai suoi sforzi di mediazione sui tempi di discussione sul futuro modello contrattuale. «Epifani ci ha davvero sorpreso, se c´era qualcosa che non andava poteva chiedere una sospensione di qualche giorno, non andarsene a quel modo dicendo che non condivideva il documento perché "d´ispirazione padronale". Sfido: l´ha scritto la Confindustria», sorride Baretta.


    La rottura sull´apertura di una discussione sul modello contrattuale è poi in contraddizione, rilevano Cisl e Uil, con il varo da parte dei sindacati di una commissione unitaria che affronti il problema dei contratti. «Epifani era certamente al corrente che nel documento della Confindustria c´era un punto che riguardava la riforma del modello contrattuale – dice il leader della Uil, Luigi Angeletti – e comunque diciamocelo: come si fa da un lato a sostenere che il modello del ?93 va rivisto e dall´altro dire che non si vuole discuterne?». Forse Epifani ha contato troppo sulla sua amicizia con Montezemolo, suggerisce maliziosamente qualcuno in Cisl.


    Il giorno dopo la rottura, nessuno sa dire come riprenderanno i rapporti. Sicuramente Cisl e Uil andranno avanti a discutere con la Confindustria (ieri sono proseguiti gli incontri tecnici) e, se ci starà, con il governo. Mercoledì, prima dell´incontro in Confindustria, Pezzotta e Angeletti si sarebbero infatti incontrati con il ministro Maroni e il suo sottosegretario Sacconi. «Abbiamo parlato solo di Fondi pensione», dice Angeletti. Mentre Pezzotta, ieri, ha inviato una lettera a Epifani, nella quale smentisce la notizia di un pranzo con i due esponenti del governo. Cisl e Uil giurano che non è loro intenzione tagliare fuori la Cgil: «Epifani, però, deve risolvere i problemi interni», dicono. Ma sospettano che la sua mossa nasca dalla mancata volontà di presentarsi al governo con un documento unitario. Giorgio Cremaschi, Fiom, è viceversa convinto che ci sia in Cisl e Uil «la voglia di fare un accordo separato». Quanto alla Confindustria, la scelta di Alberto Bombassei, che firmò l´accordo separato sul contratto dei metalmeccanici, per i rapporti con i sindacati, è per Cremaschi il segno che, al di là dei sorrisi di Montezemolo, «la svolta della Confindustria è finta».