Ora per la Fiom si apre il fronte Marcegaglia

14/03/2011

Intese senza Cgil anche per commercio e pubblico impiego. E il 6 maggio arriva lo sciopero

Emma Marcegaglia come Sergio Marchionne? Se lo chiedono i sindacati dopo gli accordi negli stabilimenti di Casalmaggiore (Cremona) e di Lomagna (Lecco) e in vista dell`incontro con i vertici dell`impresa fissato per domani. Vista l`impossibilità di raggiungere un accordo di gruppo sull`assunzione di circa 200 apprendisti con salario d`ingresso, l`azienda ha scelto la strada delle intese azienda per azienda, aprendo contraddizioni nella Fiom-Cgil.

A Casalmaggiore l`accordo per 50 assunzioni è stato firmato da tutti i membri delle Rsu (rappresentanze sindacali unitarie), compresi quelli della Fiom, ed è stato approvato dai lavoratori con 203 sì e 38 no, ma il giorno dopo Mirco Rota, segretario generale della Fiom Lombardia e capo del coordinamento nazionale della Fiom nel gruppo Marcegaglia, ha sconfessato le stes- se Rsu Fiom di Casalmaggiore, bocciando l`intesa «sia sul metodo che sul merito» perché prevede appunto il salario d`ingresso, con un lungo periodo di riallineamento graduale (circa 6 anni e mezzo) delle retribuzioni dei nuovi assunti con le altre. Luigi Dedei, coordinatore Fim-Cisl per il gruppo
e la Uilm hanno invece difeso la scelta delle Rsu.
Qualche giorno dopo, l`8 marzo, un accordo analogo è stato sottoscritto con la Rsu dello stabilimento di Lomagna, ma questa volta i rappresentanti della Fiom non hanno firmato, evitando di essere censurati come a Casalmaggiore. Il testo è stato però sottoposto al referendum e anche qui è passato con 51 sì e 11 no, anche se la Fiom osserva che si tratta di una consultazione falsata dal fatto che chi vota decide non sulle proprie buste paga ma su quelle di altri. Marcegaglia, però, forte di questi successi, sembra intenzionata nata a proseguire sulla via delle trattative stabilimento per stabilimento anche per il rinnovo degli integrativi (scaduti lo scorso dicembre), di cui si parlerà nell`incontro di domani. Al quale Fiom, Fim e Uil si presentano con un documento di linee guida comune. Il fronte unitario, dopo le avvisaglie della scorsa settimana, potrebbe però spezzarsi. Come è già successo alla Fiat.
Che fare? È questa la domanda al centro dell`Assemblea nazionale dei delegati della Filcams-Cgil (commercio), oggi a Milano, dove interverrà il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. Lo scenario sta cambiando. Non è più vero che tutti i contratti, tranne quello dei metalmeccanici, vengono rinnovati unitariamente da Cgil, Cisl e Uil. Ormai la Cgil è fuori non solo dagli accordi per le tute blu, ma anche da quelli per il pubblico impiego e ora del commercio, dopo il contratto firmato dagli altri sindacati ma non dalla Filcams di Franco Martini. L`eccezione sta diventando la regola. Le categorie si preparano allo sciopero generale della Cgil per il 6 maggio, ma poi?
Dovrebbe tenersi il 12 maggio l`incontro fra il presidente della Repubblica e le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil. Giorgio Napolitano aveva chiamato i leader sindacali al Quirinale già 1`8 novembre scorso, sollecitando loro unità per difendere meglio i lavoratori dalla crisi economica. Un appello che sembra caduto nel vuoto. Ma Napolitano insiste.