Opposizione e sindacati incalzano il governo: «Ora diteci le cifre vere»

21/03/2005

    sabato 19 marzo 2005

    LE REAZIONI

      Opposizione e sindacati incalzano il governo:
      «Ora diteci le cifre vere»
      Anche Confindustria pretende «un’ analisi dettagliata» della situazione

      Enrico Marro

        ROMA – «Non siamo affatto d’ accordo su queste riclassificazioni fatte da Eurostat». Appena una pausa, come per cercare le parole, e poi: «Siamo anche abbastanza stanchi del fatto che ci siano queste burocratizzazioni assurde. E siamo decisi a dare battaglia perché la funzione dell’ Europa non deve essere di creare difficoltà ai governi, ma esattamente il contrario». È un Silvio Berlusconi visibilmente contrariato. Era sceso nella sala stampa di Palazzo Chigi con il ministro dell’ Istruzione, Letizia Moratti, per presentare il Piano nazionale della ricerca. E invece si trova a dover rispondere alle domande sull’ istituto di statistica europeo che non ha certificato i conti pubblici dell’ Italia per il 2004. «Non siamo preoccupati – afferma il presidente del Consiglio – ma contestiamo fortemente le riclassificazioni, come quelle sulle ferrovie, operate da Eurostat, e anzi abbiamo chiesto l’ avvio di una procedura di consultazione tra i Paesi dell’ Ue». Ostenta sicurezza, poco dopo, il ministro dell’ Economia, Domenico Siniscalco: «Non siamo d’ accordo con Eurostat. Abbiamo chiesto un chiarimento in sede europea e prima di allora non può esserci nessuna insoddisfazione». Siniscalco conclude di aspettarsi, sì, una revisione dei conti italiani, ma in senso migliorativo. La maggioranza fa quadrato intorno al governo. Secondo Pietro Armani, responsabile economico di An, dietro la mossa di Eurostat c’ è la burocrazia europea contraria alla revisione del Patto di stabilità. Il leader dell’ Udc, Marco Follini, cerca di smorzare i toni: «Non ci sarà una guerra fra Italia ed Eurostat». L’ opposizione attacca. Se il leader dell’ Unione, Romano Prodi, si limita a osservare che il «no» alla certificazione dei conti pubblici «è una brutta notizia per l’ Italia, perché Eurostat è una struttura seria», l’ ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco (Ds) va giù duro: «Questo governo fa dell’ Italia uno Stato inaffidabile». E il leader dei Ds, Piero Fassino, chiama in causa il presidente del Consiglio: «Berlusconi non deve dire se è d’ accordo o no, ma se le cifre che il governo ha dato a Eurostat sono vere». Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, chiede che Berlusconi «chiarisca la situazione in Parlamento: e speriamo di non dover scoprire una voragine nelle finanze pubbliche».

        Articolato il giudizio del leader di Rifondazione, Fausto Bertinotti:
        «L’ Europa non è sempre un buon tribunale, ma le politiche del governo italiano sono cattive e fallimentari». Tranchant il verde Alfonso Pecoraro Scanio: «Arrivare al falso in bilancio anche nei conti pubblici è davvero troppo». Preoccupate, infine, le forze sociali. Confindustria chiede «un’ analisi dettagliata» della situazione economica, mentre i sindacati già vedono in arrivo una manovra correttiva che potrebbe assumere le dimensioni di una «stangata».