“Opinioni” Tremonti: il mercatismo è finito

29/11/2006
    mercoled� 29 novembre 2006

    Pagina 6 – Economia

      L�INTERVENTO

      L�ex ministro: globalizzazione in crisi. Il plauso di Carlo Petrini (Slow food) e Alemanno

        Tremonti: il mercatismo � finito
        il futuro � la sinistra antagonista

          "Oggi forse vi stupir�.
          � fallita l�idea che un
          Paese si governi
          come un�azienda"

            "� impossibile che
            la politica continui
            a restare nel luogo
            artificiale del mercato"

              FRANCESCO BEI

              ROMA – �Tremonti ci ha lasciato tutti di stucco�. Carlin Petrini una mattinata cos� non se l�aspettava. Per il fondatore di "Slow food", il don Chisciotte dei campesinos, non � certo una novit� trovarsi in sintonia con il comunitarismo di Gianni Alemanno, uno cresciuto con le teorie di Ferdinand Tonnies: insieme, Alemanno e Petrini, hanno fatto la battaglia contro gli Ogm quando il primo era al ministero dell�Agricoltura, insieme lanciarono la prima edizione di "Terra madre", la Porto Alegre dei contadini. Ma che potesse applaudire Giulio Tremonti, questo Petrini proprio non se l�aspettava. Il fatto � che alla presentazione della Fondazione "Nuova Italia", la nuova creatura di cui Alemanno � presidente, l�ex ministro dell�Economia ha davvero lasciato a bocca aperta i presenti. Morto Marx, anche il liberismo ne � uscito piuttosto malconcio. Sulla scia dei ragionamenti contenuti nel saggio "rischi fatali" (del 2005), Tremonti � andato oltre: la globalizzazione �mostra dei cedimenti�, �il mercato come luogo della politica � finito�, �� fallita l�idea che un Paese si governa come un�azienda�, �il futuro � la sinistra antagonista non quella governista�. Ai 200 invitati di palazzo Rospigliosi sembrava di ascoltare un leader no-global, oppure un Tremonti-vintage, come quello che alla fine degli anni Ottanta collaborava a "il Capitale", l�inserto economico del manifesto. Del resto Tremonti lo aveva annunciato prendendo il microfono: �E� la prima volta che svolgo un ragionamento del genere, qualcuno si stupir�. E� stato di parola. �L�ideologia che considerava il mercato come luogo dominante della politica – questo il cuore del ragionamento – � finita. E se � vero che la politica non potr� tornare nei vecchi recinti ideologici, � anche impossibile che continui a restare nel luogo artificiale del mercato. Non possiamo fermare la modernit�, ma non possiamo nemmeno subirla in modo passivo�. Musica per le orecchie di Petrini, che ormai queste cose non le sente dire da tempo alla sinistra riformista. �Dobbiamo stare attenti – sospira a convegno finito – perch� se la destra sposa queste tesi, mentre la sinistra si attarda sulle vecchie parole d�ordine del mercato, i giovani passano dall�altra parte. A sinistra sento ancora parlare di sviluppo sostenibile, che per me � diventato quasi un ossimoro�.

              Gongola Gianni Alemanno, che ha avuto l�intuizione di invitare l�ex nemico (il collega Tremonti fu il suo bersaglio preferito nel Berlusconi I) e Carlin Petrini per la prima uscita della sua trasversalissima Fondazione. Lo scopo dell�ex ministro dell�agricoltura � infatti proprio quello di �creare un fronte comune sui temi dell�identit�, del territorio e del modello di sviluppo�, oltre la destra e la sinistra. �Finita la Finanziaria – spiega Alemanno – quando partir� la cosiddetta "fase 2" delle riforme, puntiamo a uscire fuori dai luoghi comuni del pensiero unico tecnocratico per proporre un riformismo non conformista�. Alemanno ha gi� in mente gli interlocutori. Scartati Rifondazione e Verdi perch� �troppo ideologici�, si punter� al dialogo con i singoli: �Ermete Realacci della Margherita. E poi negli stessi Ds, a partire da Fassino, sono in molti a condividere questa impostazione�. Il 20 gennaio � gi� in agenda un nuovo incontro trasversale sulla "Welfare Community", con Walter Veltroni (che Alemanno sfid� alle elezioni comunali di Roma) e Giorgio Vittadini. A Carlin Petrini questa contaminazione fra culture diverse non dispiace affatto, anche se pu� comportare qualche piccolo imbarazzo: �Mamma mia, quanti applausi mi hanno fatto nella tana del lupo. C�� mia nonna che si rigira nella tomba�.