“Opinioni” Se la Cgil dimentica i «sudici» – di Guido Compagna

08/02/2002





Se la Cgil dimentica i �sudici�
di Guido Compagna
Nelle stesse ore nelle quali Piero Fassino incontrava a Roma il regista Nanni Moretti, a Rimini Massimo D’Alema prendeva un caff� con il leader della Cgil Sergio Cofferati. A Roma il segretario cercava di recuperare il miglior dialogo con quella che, non senza una punta di malignit�, si potrebbe chiamare la sinistra radical chic. A Pesaro il presidente mostrava tutto il suo interesse per l’impostazione politica del leader della sinistra sociale. Anche se, a quanto si apprende, i due incontri sono andati bene, se ne ricava l’immagine di un partito, i Ds, alla rincorsa dei loro naturali interlocutori. Lasciamo, per ora, da parte il rapporto della sinistra con gli intellettuali, che avr� modo di essere sviluppato in un incontro allargato il prossimo 22 febbraio. E occupiamoci dei rapporti dell’ex Partito comunista italiano con la Cgil. Non c’� dubbio che oggi il partito della Quercia, si trova in una situazione nuova nei confronti del sindacato. I Ds di oggi sono meno forti, quanto a capacit� di mobilitare quelle che una volta si chiamavano le masse, di quanto lo fosse il Pci di ieri. E per di pi� il partito di Fassino e di D’Alema si trova ad avere alla propria sinistra un sindacato, la Cgil, e il suo leader, che si dichiarano e vogliono essere considerati riformisti. Nella storia della sinistra italiana la Cgil e soprattutto il suo leader (si pensi a Di Vittorio a Novella e a Lama, ma anche a buona parte dei sindacalisti dei tempi del riformista Turati e del massimalista Mussolini) si sono quasi sempre collocati a destra del partito. Non c’� dubbio che questi due elementi abbiano creato e creino non poche difficolt� a Fassino e D’Alema. L’impressione � per� che Cofferati, nella sua relazione, tutto abbia fatto meno che cercare una contrapposizione con la maggioranza dei Democratici di sinistra. Contrapposizione che pure c’era stata nel Congresso della Quercia di Pesaro. Oggi il leader della Cgil, soggetto politico forte della sinistra e punto di riferimento obbligato del riformismo italiano (anche se poche settimane fa era in minoranza nel suo partito) avverte l’esigenza di facilitare una ricomposizione a sinistra, proprio mentre il suo partito � in difficolt�. Insomma la relazione di Pesaro (politica, ma attenta a non invadere il campo partitico) risente pi� della preoccupazione di mantenere aperto il dialogo con Fassino e D’Alema che di riscuotere l’approvazione di Cesare Salvi e Gloria Buffo. Naturalmente resta l’impostazione politica generale della relazione che � fortemente orientata a sinistra. Il che � spiegabile con il fatto che difficilmente il leader della Cgil pu� concedere oggi a Berlusconi quello che non ha concesso ieri a D’Alema e Giuliano Amato. Certamente per� il forte richiamo allo sciopero generale e la poco flessibile disponibilit� ad affrontare il confronto su pensioni e modifica della disciplina dei licenziamenti, rischiano di dare fiato a quelle minoranze sindacali e politiche sempre suggestionate dai richiami massimalisti, quasi mai disponibili al coraggio del riformismo. E questo � un problema che si pone tanto ai Ds che alla Cgil. Tanto al sindacalista Cofferati, che ad un suo futuro di diretto e autorevole impegno in politica. Prospettiva questa che viene tenuta aperta, proprio da D’Alema, il quale, dopo il caff� con Cofferati, ha spiegato: �Sergio � una risorsa per la sinistra e per il Paese. Il giorno in cui completer� il suo mandato, certamente lui � uno dei leader della sinistra e dell’Ulivo, e credo possa dare un contributo molto importante�. Fin qui i rapporti tra Cgil e Ds. Resta aperto, per la sinistra riformista e per il sindacato lo stesso dilemma che Gaetano Salvemini poneva ai socialisti (Filippo Turati in testa) e ai sindacalisti del suo tempo, accusando entrambi di privilegiare i diritti e le acquisizioni dei lavoratori gi� occupati e organizzati del Nord, rispetto alle pi� drammatiche esigenze ed aspettative dei �sudici�, i disoccupati, non organizzati sindacalmente, del Mezzogiorno.

Venerd� 08 Febbraio 2002