“Opinioni” Scioperi, cittadini in ostaggio e la conquista del consenso – di Pietro Ichino

29/01/2002






COMMENTO

Scioperi, cittadini in ostaggio e la conquista del consenso

di PIETRO ICHINO
I vantaggi, per i lavoratori e per le collettivit�, dei blocchi �virtuali�

      Oggi sciopero generale, dell’industria e dei servizi; ma non � la stessa cosa quando a scioperare sono gli operai di una fabbrica e quando a farlo sono i conducenti di tram e autobus. All’azienda municipale dei trasporti una giornata di sciopero costa ben poco. Anzi, per lo pi� gliene deriva, in termini contabili, un beneficio: sia perch� essa opera normalmente in perdita, essendo (giustamente) il prezzo del servizio al pubblico inferiore al costo di produzione, sia perch� sono numerosissimi gli utenti che col loro abbonamento mensile pagano il servizio anche per la giornata in cui ne sono privati. La realt� � che l’efficacia dello sciopero dei trasporti pubblici � data essenzialmente dal costo che esso impone alla cittadinanza. Le confederazioni sindacali maggiori farebbero bene a tenerne conto pi� di quanto oggi non facciano (anche se va dato loro atto della parsimonia molto maggiore, rispetto ai sindacati autonomi, con cui proclamano scioperi nel settore dei servizi): il costo dello sciopero per la collettivit� si ritorce immediatamente contro i lavoratori, in termini di perdita di consenso nell’opinione pubblica. � proprio inevitabile che in questo settore la necessaria dialettica sindacale, garantita dalla nostra Costituzione, si svolga a spese della cittadinanza?
      Un modo per ricondurre il conflitto sindacale nei servizi pubblici alle sue conseguenze normali esiste, ha gi� incominciato a essere sperimentato in qualche caso isolato e l’authority competente, la Commissione di Garanzia presieduta da Gino Giugni, ha dato l’anno scorso alcune indicazioni positive in proposito. Un accordo collettivo pu� prevedere la possibilit� che, in alternativa allo sciopero tradizionale, venga proclamato uno �sciopero virtuale�, durante il quale il servizio viene svolto regolarmente, ma i lavoratori rinunciano alle proprie retribuzioni e l’azienda si obbliga a devolvere a un’iniziativa socialmente utile una somma pari a un multiplo dell’ammontare delle retribuzioni stesse. In altre parole, si riporta lo sciopero nel servizio pubblico agli effetti che esso produce in qualsiasi azienda industriale: i lavoratori esercitano la propria pressione sulla controparte in modo diretto, incidendo immediatamente sul suo bilancio, e non in modo indiretto, prendendo in ostaggio l’intera collettivit�. Il costo dello sciopero virtuale per il datore di lavoro pu� essere determinato moltiplicando le retribuzioni perdute dai lavoratori per due, per tre, per quattro: un costo che lo sciopero oggi per lo pi� non produce per l’azienda erogatrice del servizio pubblico di trasporto; un costo, comunque, di molto inferiore a quello che oggi lo sciopero dei trasporti produce ingiustamente per la collettivit�.
      Certo, alla diffusione di accordi collettivi di questo genere gioverebbe una legge che esentasse da imposte e contributi previdenziali le retribuzioni a cui i lavoratori rinunciano con l’adesione allo sciopero virtuale. Ma gli accordi possono essere stipulati anche prima di questo intervento legislativo. A prendere l’iniziativa dovrebbero essere le confederazioni maggiori, pi� attente agli interessi della collettivit�: � infatti proprio la loro maggiore attenzione e parsimonia nel fare ricorso allo sciopero nei servizi pubblici che offre ai sindacati autonomi l’opportunit� di presentarsi ai lavoratori del settore come difensori pi� determinati e aggressivi dei loro interessi.
      Il ricorso allo sciopero virtuale renderebbe meno incisiva l’azione del sindacato? Non credo proprio. Nella societ� dell’informazione, non vince chi si mette contro l’opinione pubblica. Viceversa, una minima parte delle risorse rese disponibili dallo sciopero virtuale basterebbe al sindacato per lanciare alla collettivit�, dagli schermi televisivi e dalle pagine di tutti i maggiori quotidiani, questo messaggio: �Siamo in lotta per questi e questi motivi; ma abbiamo fatto in modo che la nostra lotta non rechi danno agli utenti del servizio, anzi consenta questa e quest’altra iniziativa socialmente utile. Contiamo sul vostro sostegno�.
      I motivi dello sciopero, siano essi sindacali o – come oggi – politici, raccoglierebbero molti pi� consensi tra i lettori o ascoltatori di quel messaggio che tra i cittadini appiedati nelle citt� invase dalle auto e dallo smog


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