“Opinioni” Per i licenziamenti lo strumento dell’arbitrato – di Giampaolo Falciai

18/02/2002





Per i licenziamenti lo strumento dell’arbitrato
di Giampaolo Falciai *
Molto � stato scritto sull’attualit� dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e sul dilemma se il lavoratore ingiustamente licenziato debba essere reintegrato o adeguatamente risarcito. Non altrettanto � stato scritto sulla dimensione del fenomeno e sul contenzioso che si instaura. Secondo i pi� recenti dati statistici, i lavoratori dipendenti nei tre principali macrosettori economici (industria, commercio e servizi) sono circa 9,5 milioni, operanti presso poco pi� di 4 milioni di aziende. Le imprese con oltre 15 dipendenti, e quindi interessate all’articolo 18, sono soltanto 85mila ma assorbono una forza lavoro pari al 66% del totale. Se poi si confronta il numero di imprese con 15 e con 16 dipendenti si rileva un divario del 20%, da 7.660 a 6.109. A parte l’asimmetria di protezione sociale offerta dallo Statuto dei lavoratori nei confronti degli oltre 3 milioni di lavoratori occupati in imprese fino a 15 dipendenti, tale limite appare apodittico in quanto resterebbe ben difficile dimostrare che rappresenti un oggettivo elemento discriminante per valutare la "consistenza datore di lavoro". Peraltro, la differenza del 20% del numero d’imprese a cavallo del suddetto limite evidenzia, nell’immaginario, come questo varco del Rubicone sia visto con qualche timore e incertezza da parte dell’impresa nell’ordinaria prospettiva di un’espansione economico-occupazionale. Quali sono, allora, le possibilit� offerte a una azienda per adeguare la propria forza lavoro alle esigenze di un’attivit� produttiva interessata da una crisi o costretta a un riassetto aziendale? Qualora la riduzione temporanea dell’orario di lavoro, compensata da un’integrazione salariale (Cig), oppure la sospensione di lavoratori compensata da una integrazione straordinaria salariale (Cigs) non vengano accordate o non risolvano i problemi aziendali, l’impresa pu� attivare la procedura di licenziamento per giustificato motivo. In merito alla funzione giurisdizionale, relativamente all’insorto contenzioso, anche se non si hanno dati esatti sul numero delle vertenze relative ai licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo, si pu� stimare che queste siano nell’ordine di qualche migliaio mentre in Cassazione, nel 2001, sono risultate inferiori a 100. Secondo una recente sentenza della Suprema Corte, la scelta dei criteri di gestione dell’impresa, espressione della libert� di iniziativa economica tutelata dalla Costituzione, � rimessa alla valutazione del datore di lavoro mentre al giudice spetta il giudizio sull’esistenza dei motivi addotti dall’imprenditore. Il punto delicato � proprio quello relativo all’indagine sulla legittimit� del riassetto aziendale che non deve essere pretestuoso o meramente strumentale, ma funzionale in quanto preordinato a fronteggiare situazioni aziendali sfavorevoli non contingenti. L’accertamento del giudice, pur sommario, vista l’intrinseca urgenza del provvedimento, dovr� comunque essere tale da far ritenere giustificato o meno il licenziamento sulla base degli elementi probatori forniti dal datore di lavoro. Si comprende come tale indagine non sia agevole e come sia quantomeno opportuna, nell’interesse dell’impresa e del lavoratore, una normativa pi� puntuale tale da agevolare una equilibrata sentenza del giudice di merito limitando eventuali margini di discrezionalit�. A sommesso avviso dello scrivente, l’introduzione di una sorta di "certificazione terza" sulle motivazioni poste alla base del licenziamento (si pensi alle Camere di commercio o a commissioni paritetiche) potrebbe avvalorare gli elementi probatori e quindi facilitare l’azione del giudice. Da ultimo, una rivisitazione dell’istituto della mobilit� in chiave europea (compatibilmente con le risorse di bilancio) potrebbe rendere meno angoscioso il licenziamento, a prescindere dalla dimensione aziendale e quindi favorire il terreno di confronto su un nuovo Statuto dei lavoratori.
* Consigliere di Stato

Luned� 18 Febbraio 2002