“Opinioni” La ricetta per l’Italia – di Carlo Dell’Aringa

07/06/2002




        La ricetta per l’Italia
        di Carlo Dell’Aringa

        Il Piano nazionale per l’occupazione (Nap) 2002 presenta due aspetti di fondo. Da una parte, c’è il carattere innovativo e ambizioso dei traguardi da raggiungere per tassi di occupazione. L’Italia fa proprio, infatti, l’obiettivo indicato dalla Commissione Ue e si propone di creare 1,4 milioni di posti nei prossimi anni. È un impegno che richiede sforzi considerevoli. Dall’altra, è un piano sottotono quanto a rendiconto degli interventi di politica del lavoro messi in atto in questo ultimo anno. Ciò è dovuto innanzitutto a un dato oggettivo. Il Governo finora ha solo esposto il (lungo) elenco degli interventi che intende adottare e lo ha fatto prima nel Libro Bianco e poi nella delega sul lavoro. Per i motivi noti, il piano delle riforme aspetta di essere varato e si può solo sperare che l’avvio del tavolo delle trattative sia di buon auspicio per arrivare, in tempi non lunghi, a qualche risultato

        Il part-time, la liberalizzazione dei servizi all’impiego o gli ammortizzatori sociali, per fare alcuni esempi, sono temi di riforma in grado di caratterizzare fortemente la prima fase di operatività del dialogo sociale. C’è solo da augurarsi che l’andamento del negoziato sia positivo e possa smussare le punte eccessive di conflittualità che caratterizzano l’attuale situazione. Il secondo motivo che spiega gli scarsi contenuti operativi del piano di quest’anno è che, come si legge nell’introduzione, si tratta dell’ultimo documento della prima generazione dei Nap. A partire dal 2003 sono previsti mutamenti sostanziali nel processo decisionale europeo. La Commissione Ue presenterà, infatti, nei prossimi mesi un piano di revisione delle procedure e dei contenuti della Strategia europea per l’occupazione (Seo) e questo piano beneficerà del Rapporto di valutazione sull’impatto della Seo in Italia, preparato dall’Isfol e trasmesso dal ministero del Lavoro alla stessa Commissione. Alcune osservazioni tradizionalmente contenute nel Nap sono state in parte già anticipate. Quali sono le principali valutazioni in questo Rapporto? In sintesi il documento di valutazione del ministero, che ha coperto un arco di quattro anni, ha messo in luce le principali difficoltà del mercato del lavoro in Italia e ha evidenziato inoltre che la Strategia europea, per come si è dispiegata sinora, solo limitatamente è stata in grado di tener adeguatamente conto delle specificità strutturali del nostro mercato del lavoro e del sistema socio-economico nel suo complesso. In particolare, la Seo ha finito con il dare un peso peculiare solo a talune concrete linee guida che poco si adattano alla natura dei problemi strutturali italiani. Ha finito con il considerare poco la dimensione regionale dei problemi occupazionali, la scarsa partecipazione delle donne e degli anziani, il difficile e inefficiente rapporto tra scuola e lavoro, l’endemica diffusione dell’economia sommersa. Sono questi i fattori che stanno all’origine dello scarso tasso di occupazione del nostro Paese. E si tratta di problemi che non possono essere affrontati solo con una migliore operatività dei Servizi all’impiego, uno strumento cui la Seo si è affidata in maniera essenziale, per non dire quasi esclusiva. Il deciso aumento del tasso di occupazione in Italia richiede senz’altro Servizi all’impiego più efficaci, così come richiede dosi ulteriori di adattabilità che ci mettano alla pari con gli altri Paesi europei. Ma soprattutto richiede riforme strutturali che incidano sui mali endemici del Paese: riguardano la scuola, la formazione professionale, il fisco, la previdenza, i servizi sociali, il Sud. La nuova Strategia europea per l’occupazione richiederà più flessibilità operativa, con un maggior orientamento ai risultati ( tasso di occupazione e inclusione sociale) e maggiore considerazione per le specificità nazionali dei diversi Paesi.

        Venerdí 07 Giugno 2002