“Opinioni” Il ghiaccio è rotto – di Carlo Dell’Aringa

08/07/2002



Sabato 06 Luglio 2002

Il ghiaccio è rotto
di Carlo Dell’Aringa

Il patto firmato da Governo e parti sociali rappresenta una svolta molto importante. Chiude una fase e ne apre una nuova. Ora si pone un interrogativo: si tratta dell’inizio di una fase di relazioni industriali ancora più infuocata della precedente che vedrà "gli uni contro gli altri armati", con il Governo e le parti sociali firmatarie a difendere l’accordo da un lato e la Cgil a mobilitare la propria base e tutti quelli che sono rimasti insoddisfatti, dall’altro lato? O sarà invece il primo passo fuori da quel tunnel in cui il sistema di relazioni industriali è finito in questi ultimi otto mesi e l’avvio di una fase difficile sì, ma costruttiva? Se prevale la ragione non può essere che questa seconda l’ipotesi più probabile. Di questo accordo si può parlare bene o male, a seconda dei punti di vista, ma una cosa è certa e va detta. Esso non calpesta i diritti fondamentali, inalienabili, di civiltà, dei lavoratori di questo Paese. Questo è un dato di fatto riconosciuto anche da coloro che in questo accordo non si riconoscono. Sono più d’una le dichiarazioni fatte in questi giorni che segnalano questa elementare verità. È stato detto per esempio che l’articolo 18 non è un tabù. È stato anche detto che se si trattasse di diritti fondamentali non si capirebbe come tanti lavoratori dipendenti ne siano stati sinora esclusi. È stato ancora più recentemente detto che se è pur vero che un accordo su questi temi rappresenta una rottura, questa rottura non può essere considerata irreversibile. Ecco, questa affermazione è molto importante perché segnala il buonsenso di chi guarda alla realtà del mondo del lavoro in modo laico e non dogmatico. Insomma si può essere in disaccordo anche su una cosa importante ma non si può buttare all’aria tutto. Anche perché c’è ancora molto da fare. Occorre rendere la politica del lavoro più efficace sia che si tratti di formazione continua oppure di assistenza ai lavoratori e alle imprese nell’incontro domanda-offerta. Occorre riordinare e ripensare il sistema degli incentivi alle assunzioni e all’occupazione.