Operbingo Italia, esito incontro 13/09/2016

Roma, 14 settembre 2016

Oggetto: Operbingo Codere -Esito incontro 13 settembre 2016

TESTO UNITARIO

Care/i compagne/i,

si è tenuto il 13 settembre il primo incontro della fase sindacale per la procedura di licenziamento collettivo ex articoli 4 e 24 della legge 223/91 avviata da Operbingo. La società, appartenente al gruppo Codere e gestrice di 7 sale bingo sul territorio nazionale, ha confermato le intenzioni espresse nella comunicazione di avvio, ovvero di ridurre pesantemente i costi chiudendo le sale meno redditive e riducendo il personale sulle altre.

La delegazione aziendale ha sottolineato come l’intenzione di ridurre i costi sia dettata dal subentro nelle gestione del gruppo da parte dei fondi di investimento dopo la perdita del controllo da parte della famiglia San Pedro a seguito di un pesante default. La nuova compagine societaria intende mettere a reddito tutte le singole attività, e il bingo rimane uno dei business più critici. Il fondo ha chiesto a Operbingo un piano industriale di 3 anni, che preveda da subito l’abbattimento del negativo. Sulla situazione dei costi, è intervenuto anche l’aumento della tassazione da parte del Governo, con un aggravio di 400.000 euro nel 2015. Pesa anche il negativo della ristorazione di 3 milioni di euro annui.

L’EBITDA è negativo in tutte le sale, e ovunque si registra un calo nella vendita delle cartelle.Si pone inoltre il tema della scadenza delle concessioni e dei nuovi bandi, che prevedranno un contributo di avvio oneroso (base d’asta di 300.000 euro) e dei vincoli per i soggetti presentatori che dovranno dimostrare una situazione di sostenibilità economica per tutta la durata della concessione stessa (8 anni).

Come OO.SS. abbiamo contestato il piano aziendale, che prevede solo tagli a carico dei lavoratori, chiedendo di poter valutare strade alternative e che se intervenga su altre voci di costo (costi fissi, affitti ecc). Abbiamo segnalato che ci risulta che nelle sale siano state fatte di recente delle assunzioni, che siano stati aumentati i parametri orari dei part time e che non vi sia quindi un effettivo esubero.

Abbiamo chiesto di poter conoscere il piano aziendale e la situazione economica di ciascuna sala, per comprendere quali siano gli obiettivi di riduzione dei costi e quindi quali margini di trattativa ci possano essere. Infine abbiamo chiesto che i dati sull’organico siano integrate con la numerica dei tempi determinati e le date di assunzione. L’azienda ha risposto che è già intervenuta sui costi, con una riduzione del 7%, rinegoziando gli affitti e bloccando il turn over delle figure apicali.

Si è comunque impegnata a presentarci i contenuti del piano e i dati richiesti al fine di svolgere un confronto di merito, pur dichiarando di non intravedere strade che escludano completamente i licenziamenti.

Pur premettendo la difficoltà di poter individuare soluzioni comuni, ci siamo aggiornati ai seguenti appuntamenti:

    -29 settembre, dalle 10 alle 13, presso la Fisascat CISL, via dei Mille 56, Roma;

    -4 ottobre, dalle 11 fino a fine lavori, presso al Uiltucs Nazionale via Nizza 128, Roma.

                          p. La Filcams Cgil Nazionale

Luca De Zolt