Operazione rilancio per Obiettivo lavoro

03/06/2003




          Sabato 31 Maggio 2003
          ITALIA-LAVORO
          Operazione rilancio per Obiettivo lavoro
          MILANO – La trasformazione in Spa e la ricapitalizzazione. Obiettivo lavoro riparte dal 2003 con una nuova strategia per riparare il buco dell’anno scorso e rilanciare il primo operatore tutto italiano dell’interinale, oggi al terzo posto nella classifica delle società dopo Adecco e Manpower. Si riparte con una società per azioni, che cambia volto a un’azienda nata come cooperativa, quasi per ricalcare il modello di alcuni azionisti di riferimento. Alle spalle della società c’è la Obiettivo lavoro cooperativa con l’87% del capitale e soci che fanno parte di Legacoop, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Cna, o sono strutture di servizio di Acli, Cisl, Uil, Confesercenti, Cispel.
          Una parte importante dell’economia nazionale controlla la neonata società per azioni, insieme all’Istituto delle banche popolari con il 13 per cento. Soci e anche clienti, visto che il 40% del fatturato di Ol è assicurato da loro. Soci e anche procacciatori d’affari, con un sistema che garantisce il "quinto", una provvigione del 20% a chi porta un cliente. n sistema a rete che ha permesso a Obiettivo lavoro di affermarsi presto come il principale operatore italiano. E nei primi anni ha assicurato anche ottimi risultati, in un panorama dove i conti in rosso abbondano. el 2000 l’utile netto è stato addirittura di 3,2 milioni di euro ma un anno dopo si è drasticamente ridotto a 488mila euro per diventare una perdita l’anno scorso. Nel bilancio 2002 la perdita del gruppo è di quasi 5 milioni di euro e perciò la società ha messo in conto una ricapitalizzazione per ricostruire quasi tutto il capitale sociale (5,2 milioni).
          Il fatturato è cresciuto del 17,5% a 232,8 milioni di euro per la sola Obiettivo lavoro, ma da un anno nel gruppo c’è Lavoro temporaneo che con il suo bilancio 2001 ha portato 23 milioni di ricavi e un rosso di 3,3 milioni. La ricapitalizzazione sarà il primo atto della nuova gestione di Obiettivo lavoro che coincide con la trasformazione in Spa.
          La prima azione sarà sui risparmi. I nuovi vertici contano di tagliare già quest’anno 1,5-2 milioni di euro, rivedendo i costi della struttura territoriale di 160 filiali e attraverso la funzione acquisti. «Abbiamo centralizzato questa attività e ottenuto sconti dell’8-10%, che salgono al 44% per la telefonia mobile», spiegano in Obiettivo lavoro. Altri interventi saranno sui costi della struttura sul territorio e sui crediti: i 60 milioni dovuti dai clienti sono scesi a 50 e l’intenzione è di ridurli ancora. Cambierà anche il sistema delle provvigioni ai soci. Oggi il 60% del fatturato arriva da altri clienti ma una parte dei guadagni va ai soci «procacciatori». L’idea è di cambiare il sistema di calcolo dei margini, che oggi non tiene conto di alcuni costi. Per crescere si punterà sulla qualità dei servizi e sulla specializzazione nelle forniture. L’obiettivo è arrivare l’anno prossimo al pareggio di bilancio per poi tornare all’utile nel 2005. A luglio sarà presentato il piano industriale e per realizzarlo bisognerà arricchire il capitale con altri 10-12 milioni di euro.
          E insieme alle nuove risorse Obiettivo lavoro cerca nuovi soci.
          A.BA.