Operai, dirigenti e impiegati in busta paga perdono tutti

30/06/2003

sabato 28 giugno 2003
Pagina 15 – Economia
 
 
IL CASO
Rapporto OD&M: nel biennio 2001-2002 bruciato il potere d´acquisto

Operai, dirigenti e impiegati in busta paga perdono tutti
          In aumento il differenziale tra Sud e Settentrione e tra uomini e donne
          LUISA GRION


          ROMA – Tutti hanno perso. Dai dirigenti agli impiegati, dai quadri agli operai ogni categoria lavorativa – negli ultimi due anni – ha visto peggiorare la sua capacità di spesa. Una fetta del potere d´acquisto se ne è andata anche se sulla carta stipendi e salari sono stati ritoccati verso l´alto. E´ questo il risultato cui arriva il quarto «Rapporto sulle retribuzioni in Italia» stilato dall´OD&M (società di consulenza titolare della più grande banca dati italiana sulle retribuzioni costruita attraverso Internet).
          Il raffronto con i dati Istat sull´inflazione è spietato: nel biennio 2001-2002 a fronte di un aumento del costo della vita del 5,2 per cento i dirigenti – quindi il livello più alto della scala retributiva e quello che nel settore privato più facilmente può contrattare aumenti – hanno perso il 3,2 per cento del loro potere d´acquisto. Non possono lamentarsi perché tutte le altre categorie professionali stanno peggio. I quadri hanno perso il 3,4; per gli operai la perdita secca è stata del 5 per cento, per gli impiegati addirittura del 7,1. Un crollo, quello dei colletti bianchi, dovuto al fatto che le retribuzioni medie sono addirittura diminuite dell´1,9 per cento. E secondo i primi dati del 2003 la situazione è destinata a peggiorare. Il rapporto della società guidata da Mario Vavassori stima infatti che se le premesse del primo trimestre non saranno smentite da una veloce ripresa, le perdite di potere d´acquisto nei primi tre anni del millennio saranno – per tutti – ancora più pesanti. Dal meno 9 per cento sfiorato dagli impiegati al 7,5 previsto per dirigenti e operai.
          Alla debacle va aggiunto l´effetto giungla: gli stipendi in Italia, si sa, non sono uguali. A parità di mansioni e anzianità aziendale in ogni categorie professionali le donne guadagnano meno degli uomini, le aziende del Sud pagano meno di quelle del Nord. Fra i dirigenti maschi e quelli femmine, dunque, c´è una differenza media di stipendio superiore al 6 per cento. Fra gli operai il gap è del l´8,6, fra gli impiegati addirittura del 12,8. Ma influiscono anche le dimensioni dell´azienda (quella grande paga sempre meglio anche perché sulla parte decentrata i dipendenti sono meglio «attrezzati») e la collocazione sul territorio. Il rapporto OD&M segnala alcuni casi limite. Quella dei metalmeccanici per esempio: a parità di lavoro e anzianità fra il dipendente di una azienda di Sondrio e quello di una impresa di Nuoro ci può essere una differenza in busta paga del 35,7 per cento. Fra gli impiegati mettendo a confronto i «meglio pagati d´Italia (Bolzano) contro i «peggio» (sempre Nuoro) del 26,5. In qualunque modo si vogliano incrociare i dati la tendenza comunque non cambia: se il livello di vita permesso dalle retribuzioni fra Nord e Centro si va livellando, il Sud resta al palo anzi si allontana sempre più dagli standard.