Opa Lottomatica alla prova del cda

02/01/2002

Il Sole 24 ORE.com





    Dopodomani la società si pronuncia sul rilancio

    Opa Lottomatica alla prova del cda
    MILANO – La ripresa dell’attività finanziaria coincide con due appuntamenti di grande interesse per la Borsa di Milano. Il primo è quello relativo all’offerta pubblica di acquisto della Tyche, controllata dalla De Agostini , sulla Lottomatica ; il secondo, riguarda invece la risposta che la Consob potrebbe dare, presumibilmente fra oggi e domani, alla vicenda Pirelli -Olivetti in merito al consolidamento del bilancio e al problema del controllo emerso con la contestazione al prospetto della ricapitalizzazione. Venerdì prossimo, 4 gennaio 2002, il consiglio di amministrazione di Lottomatica dovrà esaminare il rilancio proposto alla fine dell’anno dalla De Agostini, disposta a pagare 6,55 euro per azione, in aumento rispetto alla prima proposta di 6 euro. Probabile che il consiglio presieduto da Luigi Abete prenda in esame anche una relazione della Lazard, che in sostanza ritiene il rilancio della De Agostini a 6,55 euro non ancora sufficientemente congruo. Difficile, tuttavia, che il cda della società sotto offerta dìa un giudizio del tutto negativo. Anche perchè nel giorno in cui la proposta è stata formulata, aveva ricevuto l’apprezzamento proprio dalla Bnl che di Lottomatica con il 19% è uno dei soci principali, insieme all’Olivetti (34%). Un via libera, quello della Banca Nazionale del Lavoro che mette la parola fine alle ipotesi di contro Opa, di cui avevano parlato soci come Vittorio Merloni (2,5%) disposti ad organizzare una contro offerta ma a patto che partecipasse proprio la Bnl. Invece, dopo poco più di una settimana dall’inizio del l’Opa sulla Lottomatica, l’amministratore delegato della Banca Nazionale del Lavoro, Davide Croff, ha raggiunto un accordo sui 6,55 euro, cifra, vale la pena ricordarlo, in linea con le ultime quotazioni del titolo a Piazza Affari. Qualche azionista ha mugugnato sulla tempestività dell’intesa, ma alla fine sembra che il rilancio abbia accontentato tutti. Per la semplice ragione che il prezzo di 6,55 euro è pari ad una plusvalenza del 38% rispetto al prezzo di collocamento avvenuto solo sette mesi fa, quando il mercato era in balìa della Borsa Orso. Soci come la Bnl o come Olivetti su Lottomatica sono avviati a registrare se non l’affare migliore e remunerativo degli ultimi anni certamente uno dei migliori. Il pacchetto del 34% detenuto da Olivetti, compresa la quota Finsiel, vale 390 milioni di euro, di cui ben 370 milioni di plusvalenza lorda. Bnl cederà il suo 19% a 212 milioni di euro guadagnandoci 207 milioni lordi che faranno bella figura nel bilancio della banca guidata da Croff. Le stesse proporzioni riguarderanno i guadagni per Merloni, Cni (5% di Lottomatica), Tripi (2,1%), Marconi Plc (2,8%) e il fondo Perry Corp., che quasi certamente aderiranno. Capitolo Pirelli-Olivetti. Fra oggi e domani, come si diceva, la commissione presieduta da Luigi Spaventa dovrebbe dare una risposta a Pirelli e Olivetti in merito al controllo. In realtà la Consob ha già motivato il suo parere sul fatto che Olivetti sia controllata da Olimpia, a sua volta controllata da Pirelli, ma il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha presentato un’istanza di revisione perchè questa posizione venga riconsiderata. La difesa del gruppo della Bicocca punta sul fatto che non si può accertare il controllo di fatto su Olivetti, di cui Olimpia detiene il 27,7%, sulla base di una sola assemblea, quella che decise in ottobre la ricapitalizzazione della società cui partecipò il 43% del capitale, il 30% in più rispetto alle precedenti assemblee. Tanto che Pirelli aveva anche fatto rilevare come nel precedente aumento di capitale, effettuato sotto la gestione Colaninno, la Consob non aveva trovato niente da ridire alla dichiarazione di Olivetti di non ritenersi controllata da Hopa, la merchant bank guidata da Emilio Gnutti, che aveva in mano un pacchetto del 23 per cento. Spaventa e la Commissione di via Isonzo non hanno scandenze per la risposta, ma venerdì 4 gennaio è l’ultimo giorno entro cui il gruppo Pirelli potrebbe ricorrere al Tar contro la decisione assunta dalla Consob lo scorso 5 novembre. In caso di conferma della posizione, il gruppo milanese ha due strade: ricorrere al Tar, oppure predisporre il bilancio come ritiene, sapendo che la Commissione non è intervenuta in merito alla disciplina sul bilancio consolidato, ma ai fini dell’articolo 93 del Testo Unico che definisce il controllo. Infine, da segnalare che il dividendo 2001 Telecom Italia lo pagherà a maggio, con un mese di anticipo.
    V.d.G.
    Mercoledí 02 Gennaio 2002
 
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