Opa di Ifil-Auchan su Rinascente

08/10/2002


          8 ottobre 2002



          FINANZA E MERCATI


          Opa di Ifil-Auchan su Rinascente

          Riassetti – Eurofind lancia un’offerta da 735 mln di € su ordinarie e privilegiate (a 4,45 € ad azione) e rnc (4,15)


          MILANO – Dopo che per mesi le voci di Borsa si erano inseguite disegnando i più svariati scenari, per Rinascente è arrivata l’Opa. A lanciarla su tutte le azioni ancora non detenute di ogni categoria è l’Eurofind, la finanziaria lussemburghese controllata al 51% da Ifil e per il 49% da Auchan, che oggi ha il 56,12% del capitale ordinario e il 67,75% di quello di risparmio per una quota complessiva pari al 58,64 del capitale sociale. Il prezzo offerto è di 4,45 euro per le azioni ordinarie e privilegiate e di 4,15 per le risparmio. Per le azioni ordinarie il prezzo offerto rappresenta un premio del 33,3% sulla quotazione ufficiale del 4 ottobre; del 24,2% sulla media aritmetica ponderata dei corsi dell’ultimo mese; del 21,3% sulla media degli ultimi sei mesi e del 15,1% sulla media del’ultimo anno. Dopo che i titoli erano stati sospesi fin dall’apertura in attesa del comunicato, immediato è stato il decollo delle quotazioni verso il prezzo dell’Opa quando le azioni sono state riammesse: l’ordinaria è schizzata del 31% a 4,41; le rnc del 31,6% a 4,12; le privilegiate del 25,7% a 4,44. Quote paritetiche. L’Opa – che se dovesse registrare il totale delle adesioni sul 41,36% di capitale oggetto dell’offerta raggiungerebbe il controvalore di circa 735,4 milioni di euro – sarà finanziata da un aumento di capitale Eurofind sottoscritto al 50% da Ifil-Auchan e per il restante 50% da alcuni primari istituti bancari, «con i quali – come si legge in una nota di Eurofind – sono in corso di definizione i relativi accordi». A operazione conclusa, Eurofind sarà controllata con circa il 40% ciascuno da Ifil e Auchan, mentre attorno al 20% sarà la quota in mano alle banche, una partecipazione di minoranza, puramente finanziaria e senza alcuna condivisione del controllo. Prima dell’Opa è previsto che Auchan acquisti dall’Ifil l’1% di capitale di Eurofind al prezzo stabilito per l’Opa così da portare a una posizione paritetica i due partner.
          Delisting. L’operazione prenderà avvio all’inizio di novembre. Se Eurofind venisse a detenere una partecipazione compresa tra il 90 e il 98%, la stessa holding lussemburghese lancerà un’Opa residuale. Se, dopo l’Opa totalitaria e l’eventuale offerta residuale, Eurofind detenesse una partecipazione superiore al 98%, la finanziaria si avvarrà del diritto di acquisto delle residue azioni Rinascente con diritto di voto che gli concede l’attuale normativa. L’obiettivo dell’Opa è il delisting della Rinascente da Piazza Affari. Nella nota Eurofind si sottolinea anche che l’Opa totalitaria non sarà condizionata al raggiungimento di soglie minime di adesione né all’autorizzazione antitrust non mutando il controllo di Rinascente.
          Asset da valorizzare. L’Ifil – presieduta da Umberto Agnelli con Daniel John Winteler direttore generale – era da tempo indicata secondo alcune voci di Borsa come possibile venditrice della quota Eurofind al partner Auchan, anticipando di molto l’esercizio dell’opzione inclusa nel «Protocole d’accord» con i francesi del 1997 che prevedeva questa facoltà a partire dal 2012. Tali rumors sono stati ogni volta puntualmente smentita dalla finanziaria torinese. L’Opa annunciata ieri di fatto è coerente con la strategia di incrementare la partecipazione in Rinascente, un asset che secondo Torino ha ancora grossi margini di valorizzazione. L’uscita dal listino e il coinvolgimento azionario come partner di minoranza di alcuni istituti creditizi (tra cui potrebbe esserci la stessa Mediobanca che con Société Générale è consulente di Eurofind per l’operazione) permettono a Ifil e Auchan di gestire con la massima flessibilità il controllo di uno dei leader della grande distribuzione italiana: appunto Rinascente, che nel primo semestre del 2002 ha fatturato circa 2,78 miliardi di euro.
          Tra Fiat e Mulliez. Ma Ifil, che per l’aumento Eurofind è chiamata a un esborso massimo di circa 184 milioni di euro, è anche in attesa di conoscere i tempi e modi del risanamento di Fiat. L’evolversi delle vicende del Lingotto non possono non pesare sulle stesse strategie di Corso Matteotti, dove hanno sede Ifil e Ifi, che in Fiat quest’anno hanno già immesso 300 milioni per la ricapitalizzazione di febbraio, peraltro già inghiottita dalle perdite dell’auto. Rinascente, a maggior ragione dopo l’Opa, diventa sempre più un asset strategico per Ifil con diversi scenari possibili: continuare a valorizzarla, per poi farne cassa cedendola ai francesi o usandola come merce di scambio per una quota di Auchan, che peraltro non è quotata.
          Aldo Bernacchi