Onda su onda: il vero business Internet

20/03/2000
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Lunedì 20 Marzo 2000
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Onda su onda

C’è molta schiuma nell’Internet? É davvero una rivoluzione poter usare l’Amazon.com per mandare un libro alla zia Evelina nel giorno del suo compleanno? Certo, fare regali senza muoversi da casa (non c’è più bisogno di andare in libreria, impacchettare il libro, portarlo alla posta, leccare il francobollo…) è una bella comodità. Ma, ammesso che l’Amazon venda libri in una lingua che la zia Evelina può leggere (niente paura, ci sono equivalenti italiani dell’Amazon, incluso uno, la Netbook, che chiede anche se il testo del biglietto di accompagnamento deve essere scritto con una calligrafia maschile o femminile…), la "rivoluzione Internet" non potrebbe veramente chiamarsi tale se si limitasse a rendere meno complicate certe occasionali commissioni.

No, il vero business dell’Internet è il business fra business, non quello fra business e consumatori. È questo «B2B» (acronimo fonico di business to business) che fa impazzire le Borse, schiumare le quotazioni, lievitare le azioni di qualunque società possa rivendicare l’appartenenza alla terra promessa dell’«e-business», il business elettronico. Perché il B2B è tanto più importante dei regali per la zia Evelina? Perché i secondi appartengono al regno del superfluo, se non dell’effimero.




Mentre il primo promette veri risparmi di costi, veri allargamenti dei perimetri di vendita, veri vantaggi di produttività, veri e vergini territori nell’innovazione di processo e di prodotto. In quanto tali, le promesse del B2B possono significare la differenza fra la vita e la morte di un’azienda, lo spartiacque fra il successo e il fallimento. O no?

Anche qui, la rivoluzione di Internet, proprio perché vera, cavalca l’onda di attese esagerate. Queste sono credute proprio perchè non poggiano su favole o fanfaluche ma sul solido retroterra di un modo di comunicare che rimuove gli attriti dell’informazione, annulla la tirannia della distanza e per ciò stesso schiude guadagni di efficienza che fanno fare un salto di qualità all’economia mondiale.

Più alta e possente è l’onda, maggiore è la quantità di spuma che si porta appresso. E questa spuma oggi incanta molti investitori con le promesse di facili guadagni. Guadagni che, tuttavia, sono tutt’altro che facili, perché il "nuovo modo di produrre" (e di distribuire e di consumare…) non si può applicare con la stessa scorrevolezza in tutti i settori di produzione e di consumo. Ecco che alcune verità scomode cominciano a farsi avanti. Gli indici Internet (ve n’è ormai più di uno, che segue i prezzi delle società Internet) avanzano sulla cresta dell’onda, ma, andando ad analizzare i dati, si vede che gli indici sono "fatti" da poche grandi stellari performance, mentre la maggior parte delle società arranca ben lontano dai massimi; e le offerte iniziali di acquisto del 1999 sono andate decisamente male: circa la metà delle società quota al di sotto del prezzo di collocamento.

Uno studio del Gartner Group (un gruppo di consulenza che oggi, raffreddando l’euforia da Internet, cerca di farsi perdonare le stime esagerate di qualche anno fa sul costo del "baco del Duemila") getta un sobrio apprezzamento sulle prospettive dell’e-business. Le fasi del "ciclo Internet" che dipinge sono condivisibili. All’euforia iniziale potrà seguire una delusione, forse acuta come acuta era la febbre del rialzo. A cui è previsto succeda un più gentile periodo di ripresa, lento e saldo, che rappresenta la fase "matura" del B2B, quando la presenza in rete diventerà così diffusa e "normale" che l’e-business sarà semplicemente business. Forse, potremmo dire, come al tempo dell’elettricità o del telefono, che divennero parte del normale compimento degli affari. Oggi nessuno definirebbe il business come tel-business per significare che si tratta del business che usa il telefono. E domani sarà la stessa cosa per l’onnipresente Internet. Ma fra l’oggi e il domani non corre una linea retta: corrono le montagne russe dell’entusiasmo e le discese col cuore in gola; prima di arrivare, finalmente, a una tranquilla e redditizia velocità di crociera.

Fabrizio Galimberti