“Onaosi” Sull’orlo del baratro

15/11/2006
    mercoled� 15 novembre 2006

      Pagina II e III – Umbria

      IL CASO

      Anche la Regione ora aumenta la pressione sul Governo chiedendo di fare un passo indietro e invocando una indispensabile �pausa di riflessione�

      L’Onaosi � sull’orlo del baratro

        PERUGIA — Non si pu� definire una spallata al Governo. Ma certo l’invito alla �pausa di riflessione� che da Perugia arriva a Roma fa pensare. L’Onaosi scalda gli animi della politica. La possibilit�, prevista dall’emendamento n.47 alla Finanziaria in fase d’approvazione alla Camera, che si torni alla contribuzione volontaria tiene la Fondazione su un filo. Approvazione che sembra sempre pi� vicina e che, ora, �costringe� i palazzi perugini a dire la loro. Non solo manifestando �solidariet� al presidente della Fondazione, Aristide Paci, come fatto finora, ma anche prendendo posizione e �commentando� l’azione del Governo. Cos� ieri, dopo giorni di silenzio la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti e l’assessore alla sanit� Maurizio Rosi hanno detto la loro. �Siamo preoccupati innanzitutto per il futuro di questa istituzione e per l’impatto negativo che una tale modifica potrebbe causare, anche per altri ordini professionali�. E ora il ’colpetto’ alla maggioranza-sorella: �Riterremo giusto — dicono Lorenzetti e Rosi — un confronto pi� approfondito con il Governo per una pi� attenta valutazione che salvaguardi una realt� che oggi eroga servizi di particolare utilit� sia per i giovani che per anziani�. Da qui la richiesta della �pausa di riflessione�. E, assicurano gli uffici di Lorenzetti e Rosi, gli amministratori sono impegnati in queste ore con il ministro Livia Turco, con il suo staff e con i parlamentari umbri. Il consigliere regionale dei Ds Gianluca Rossi, a sostegno dell’attivit� dell’amministrazione regionale, precisa: �L’iniziativa non parte dal Governo ma da un parlamentare a cui si sono immediatamente associati, sbagliando, altri sia dell’Unione sia della Cdl. E le istituzioni umbre, non tutte purtroppo, si sono mobilitate in un’azione di sensibilizzazione politica ed istituzionale�. Attacchi alla maggioranza regionale arrivano, invece, dal capogruppo di An a palazzo Cesaroni, Franco Zaffini, che punta il dito contro il mancato dibattito in aula, e dal capogruppo dell’Udc Enrico Sebastiani che chiede ai parlamentari umbri di �dire in pubblico come voteranno�.

        Da parte sua il presidente della fondazione Onaosi � sui carboni. E ora non si lascia andare a giri di parole: �Questo � accanimento allo stato puro, nient’altro. C’� uno sparuto gruppo di medici che non vogliono stare dentro l’Onaosi. Sono loro a fare pressione a livello politico — continua Paci —. Parlino chiaramente. L’accusa che ci viene mossa � che abbiamo dei privilegi: la fondazione si tiene solo grazie ai contributi versati. Mai abbiamo avuto interventi dello Stato. Di alcun genere. Si vuole distruggere un’opera che fa del bene, che interviene in situazioni di bisogno. Ora nell’emendamento � stata addirittura tolta la parola ’obbligatoriet�’ riferita anche solo ai pubblici dipendenti. Ci dicono che si evince lo stesso, ma ci sembra sempre di pi� che qualcuno si stia accanendo contro di noi. Chi vuole che l’Onaosi cessi di esistere lo dica apertamente, abbia questo coraggio civile. E poi — conclude Paci — chi approver� l’emendamento ci dovr� dire cosa sar� dell’Onaosi nel 2007�.