Onama vola a 530 miliardi e studia la via della Borsa

Da IlSole24Ore Giovedì 2 Marzo

Onama vola a 530 miliardi e studia la via della Borsa

MILANOIl ’99 è stato un anno positivo per i conti della Onama, gruppo di otto società di cui due estere che dal ’64 opera nel settore delle mense aziendali e dei buoni pasti in odore di Borsa valori. L’esercizio passato ha infatti chiuso a quota 530 miliardi, 100 in più rispetto ai 400 dell’anno prima. Ma è il 2000 che si preannuncia come l’anno del grande salto, capace di spingere il gruppo milanese nella cerchia dei grandi network della ristorazione collettiva.

«Quest’anno — dice l’amministratore delegato Mario Bianchi, che con il fratello Mario controlla il gruppo — contiamo di fare molto di più e abbiamo buoni motivi per stimare un fatturato consolidato di fine secolo vicino agli 800 miliardi». La crescita supererebbe il 50% e tiene conto anche di marchi e aziende che sono stati rilevati o inaugurati nel corso degli ultimi tempi in Italia e all’estero. Il processo di espansione di Onama è però destinato a continuare; per questo i Bianchi non escludono che il gruppo possa arrivare alla quotazione in Borsa, mantenendo però una quota a prova di scalata.

«Certo, la Borsa è un discorso che ci interessa», dichiara al Sole-24 Ore l’amministratore delegato di Onama. «Sono già due anni che un gruppo di istituti di credito ha fatto gli studi di fattibilità. Finora non abbiamo potuto prendere in considerazione l’ipotesi perchè eravamo concentrati su alcuni importanti impegni che siamo riusciti a portare a termine».

In Italia sono entrati a regime i business di Sorico e Sipast, attive nei pasti surgelati e controllate al 51%; all’estero sono state aperte due filiali, la Onama du Brasil (51%) e Onama Deutschland (70%). Ora che questi obiettivi sono stati conseguiti e la struttura operativa si muove sempre più in una logica internazionale, ecco che i titolari dichiarano di essere «disposti a valutare la fattibilità del progetto Borsa». Ed è in questa prospettiva che va considerata la decisione del gruppo di fare certificare il bilancio alla Gran Thortone e di uniformare al 31 dicembre la gestione contabile delle otto società del gruppo.

N.D.B.