Omt: i viaggi resteranno una necessità

27/11/2003

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
281, pag. 15 del 27/11/2003
di Francesco Ferrari

Terrorismo.
Omt: i viaggi resteranno una necessità

L’allarme terrorismo è forte, ma non al punto da compromettere il futuro degli operatori turistici. Dall’Organizzazione mondiale del turismo (Omt) arriva un’analisi tutto sommato positiva del drammatico momento internazionale. Soprattutto, arriva la conferma che ´nei prossimi mesi il business dei viaggi e del tempo libero non risentirà in maniera sensibile del timore di nuovi attentati terroristici’.

A parlare è il portavoce dell’associazione, Rok Klancnik: ´Il terrorismo rappresenta da sempre il peggior incubo del settore turistico, ma non dobbiamo dimenticare che esistono ancora località di straordinario valore, come il Sud America, l’America centrale e i Caraibi, dove questo allarme non è affatto sentito. Sono regioni molto privilegiate, che consentono agli operatori di guardare con ottimismo al futuro delle proprie attività’. I flussi tendono a spostarsi verso quelle aree geografiche reputate, a torto o a ragione, meno pericolose di altre. Ma non è questa l’unica tendenza con la quale il business del turismo dovrà imparare a convivere. Un secondo, importante dato riguarda gli spostamenti, che saranno sempre meno pesanti a causa del timore di attacchi ai mezzi di trasporto: ´È un trend che resiste dall’11 settembre 2001, dopo la tragedia di New York. Lo scorso anno, l’80% dei 750 milioni di turisti mondiali è rimasto all’interno del continente di residenza. Per il futuro questa percentuale è inevitabilmente destinata a crescere’.

Nonostante i recenti attentati, insomma, il turismo non deve temere particolari contraccolpi. ´Il viaggio è una di quelle cose alle quali difficilmente si rinuncia, in una società come la nostra’, ha scritto di recente il più noto sociologo francese, Jean Viard. Non è un caso che, secondo i dati in possesso dell’Omt, gli ultimi quattro mesi del 2003 si chiuderanno con un’aspettativa di performance migliori dell’anno scorso pari a 3,6 punti, su una scala che conta in tutto cinque livelli. Le prospettive migliori si segnalano in Asia (4 punti netti) e Africa (3,8).