Omnia Network, il call-center sbarca in Borsa

28/02/2007
    mercoledì 28 febbraio 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Omnia Network, il call-center sbarca in Borsa

      Il titolo della società milanese da oggi al listino. Il sindacato critico: così si quota il lavoro precario

        di Giuseppe Vespo/ Milano

        Da oggi si fa spazio tra le maglie della Borsa Italiana Omnia Network: il gruppo specializzato nella gestione di servizi in outsourcing per imprese. Prima società del 2007 ad entrare nel club delle quotate, Omnia porta al debutto a Piazza Affari anche i call center. Quattro delle quattordici società controllate dalla holding di Corsico (Mi) operano infatti in questo settore. Le altre si occupano di servizi che vanno dai trasporti alla progettazione di software applicativi.

        C’eravamo occupati di loro per via dell’acquisizione del call center Wind di Sesto San Giovanni. In 275 – tanti sono gli operatori che ai primi di marzo dovrebbero passare a Omnia – lamentavano un’operazione bagliata da parte dei loro manager. «Ci stanno vendendo – dicono – a una società di cui non conosciamo nulla». Già dal nome, Omnia Network, si capisce che se non di tutto, il gruppo guidato da Achille Tranchida si occupa di molte cose. Ricapitolando. Quattordici società, quattro aree di business, 130,9 milioni di fatturato consolidato nel primo semestre 2006 (con una crescita del 93% sul 2005). «Un’azienda in forte crescita – secondo Alessandro Genovesi, Slc-Cgil – ma che registra l’assenza di uno specifico core business. Basti pensare che applica quattro diversi contratti collettivi». Per Genovesi «un gruppo come Omnia con una sacca oltre il fisiologico di contratti a progetto (al 30 settembre 2006 erano 1.333, il 54,9 per cento sul totale, n.d.r.) deve investire sulla qualità del lavoro nell’interesse del titolo azionario».

          Meno ottimista Marinella Meschieri, Filcams. «Mi sembra che stiano quotando il lavoro precario» – dice. Scettica anche Laura Spezia, Fiom, secondo cui «non è detto che quotandosi la Omnia migliori le condizioni di lavoro dei suoi dipendenti, anzi. A noi questa società pare essere tutto fuorché un’azienda che punta sul lavoro» . Tra i fattori di rischio presentati sul Prospetto Informativo della Consob, ci sono anche quelli connessi all’aumento del costo del lavoro, si legge, «…il gruppo potrebbe trovarsi a dover riqualificare i contratti di lavoro con il personale di cui attualmente si avvale, questo potrebbe comportare un incremento dei costi con possibile incidenza sui risultati economico-finanziari».

          Vedremo come il mercato si comporterà con i 9 milioni di azioni collocate, che dovrebbero aver portato alla società un ricavo netto tra i 26 e i 35 milioni. Da Banca Imi, che con Intermonte è sponsor dell’ingresso in Borsa di Omnia, nonché responsabile del collocamento per l’offerta, arriva la notizia del piazzamento di tutte le azioni. Entrambe le banche finanziano Omnia e per questo segnalate sul Prospetto come suscettibili di un potenziale conflitto d’interesse.