Oltre quattro milioni di italiani vivono alla soglia della povertà

17/10/2003
 
venerdì 17 ottobre 2003

Pagina 14 – Economia

 
 
IL RAPPORTO
Il lavoro temporaneo tra le cause dell´allargamento della fascia di indigenza

Oltre quattro milioni di italiani vivono alla soglia della povertà
          PAOLO GRISERI

          TORINO – Diminuiscono i poveri ma nasce la figura del quasi-povero. I più recenti dati Istat sulla povertà in Italia raccontano di una nuova figura sociale perennemente in biblico tra indigenza e sicurezza economica. Un´area grigia dove si incontrano coloro che hanno perso un lavoro stabile e gli ex-poveri che sono riusciti a migliorare leggermente la loro condizione. Così mentre il ministro del Welfare Roberto Maroni può dichiarare che «la popolazione italiana in condizione di povertà è scesa dell´1 per cento nel confronto tra il 2001 e il 2002», le statistiche aggiungono che nella fascia dei quasi-poveri si trovano oggi 4 milioni di individui. In totale quasi 11 milioni di italiani, uno su cinque, vivono con un reddito inferiore a 988 euro mensili.
          I dati sulla povertà in Italia sono stati resi noti a Torino a margine della «Tavola rotonda sulla povertà e l´esclusione sociale» organizzata dal ministero del welfare in occasione del semestre di presidenza italiana della Ue. La soglia dei 988 euro è assai distante dall´indice mondiale per misurare la povertà utilizzato dall´Onu. Il direttore generale dell´Oil, l´organizzazione delle Nazioni unite che si occupa delle politiche sul lavoro, ha spiegato ieri che «è considerata povera la popolazione mondiale che vive con redditi inferiori ai 30 dollari al mese». In questa fascia, ha spiegato Juan Somavia, vivono oggi un miliardo di individui. Se si raddoppia la soglia si scopre che tre miliardi di persone, circa la metà della popolazione mondiale, vive con 60 dollari al mese.
          Ristabilite dunque le proporzioni, va osservato che al di sotto dei 988 euro mensili si sono acuiti, in certi casi, gli indici di malessere. Povertà in Italia può voler dire non avere un wc nella propria abitazione. Nel 1997 ne erano prive lo 0,3 per cento delle famiglie. Nel 2001 la percentuale era più che raddoppiata: lo 0,8 per cento. Nello stesso periodo è invece sceso il numero di famiglie che non possiedono un frigorifero. Nel mondo dei poveri e dei quasi poveri anche un parco pubblico può essere un miraggio. Le famiglie con figli al di sotto dei 14 anni che abitano a più di 15 minuti da un´area verde erano il 14 per cento nel ´94 e sono diventate il 33 per cento nel 2001. Tra i fattori che aumentano la possibilità di cadere nell´indigenza c´è il lavoro temporaneo: il 15,7 per cento dei lavoratori dipendenti con un contratto a tempo determinato è a rischio di povertà, una percentuale che scende al 5,9 per chi possiede un contratto a tempo indeterminato. Come contrastare la povertà? Intervenendo alla tavola rotonda il ministro Maroni ha difeso «le politiche attive del lavoro contenute nella riforma Biagi» e ha promesso di «puntare sulla famiglia come elemento cardine dell´organizzazione sociale».