Oltre metà dell’occupazione è ormai «individuale»

06/05/2002





Oltre metà dell’occupazione è ormai «individuale»
ROMA – Sono quasi 13 milioni, più della metà (50,6%) dell’occupazione del Paese. Un mondo articolato, composto per il 57,6% da lavoratori indipendenti e per il 42,4 da "dipendenti", collocato più al Nord che al Sud. Un mondo che chiede regole nuove: strumenti e servizi per aumentare le proprie professionalità, un diverso sistema di Welfare per assicurarsi un futuro previdenziale, una tutela personale di base e nuove forme di rappresentanza. «Il lavoro indipendente vuol essere protagonista nella costruzione di più eque modalità di regolazione del mercato del lavoro, di politiche del Welfare più equilibrate», ha detto ieri il presidente della Confartigianato, Luciano Petracchi, presentando, insieme al segretario generale del Censis, Giuseppe De Rita, un dossier sul lavoro individuale (commissionato dalla Confartigianato). Serve un nuovo Statuto dei lavori: e Petracchi lo dirà questa mattina nel corso dell’assemblea straordinaria della Confederazione. Ad ascoltarlo, anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che parlerà in conclusione dei lavori. Gli artigiani si attendono risposte e si augurano che dal discorso del premier possa emergere qualche novità sulla complessa vicenda della riforma del mercato del lavoro. Ancora non ci sono state convocazioni da parte del Governo, ma la Confartigianato preme almeno nel prossimo Dpef possano arrivare indicazioni. «Finora ha dominato la logica delle rendite di posizioni e dei privilegi, il Welfare ha protetto la modalità del lavoro dipendente e quello delle medie e grandi imprese e della Pubblica amministrazione. Non le piccole imprese e il lavoro indipendente», ha insistito Petracchi. Per questo 51% di lavoratori serve «diritto di cittadinanza» e la Confartigianato chiederà oggi al Governo «un forte impegno per valorizzare, in modo ugualitario, tutte le forme e le modalità con cui si articola il capitale umano del Paese», ha detto ancora il presidente della Confartigianato. Tra i lavoratori individuali, prevale il lavoro libero professionale, che rappresenta il 30,2%, con 4 milioni 200mila lavoratori (circa la metà è rappresentato da professionisti non regolamentati). Segue il lavoro in proprio, una delle categorie più eterogenee al proprio interno (artigiani, commercianti): 3milioni 246mila occupati, 25% dei lavoratori individuali. È forte anche la presenza dei collaboratori coordinati e continuativi, un milione 890mila persone, che con i professionisti parasubordinati e le partite Iva arrivano a coprire il 16,2% del lavoro individuale. Secondo la ricerca Censis, è proprio questa fetta di persone che ha messo in luce le ambiguità del sistema di regole attuali. Dentro lo stesso aggregato si trova anche un 4,2% di imprenditori, un 7,8% di lavoratori sommersi autonomi e un 6,9% di coadiuvanti: figure che condividono la stessa visione del percorso professionale. Infine, ci sono nel lavoro individuale anche segmenti del lavoro dipendente: dirigenti, lavoratori interinali, lavoratori in conto terzi. Dove è più esteso il tasso di lavoro individuale? Il 52,5 e il 52,4 è al Centro e al Nord-est, mentre il 50,1 è al Nord-Ovest e il 48,4 nel Mezzogiorno. Le Regioni del Sud con i tassi più bassi sono la Sicilia e la Calabria, mentre Trentino, Molise e Lazio guidano la classifica. Per questa nuova realtà il valore più importante è l’autonomia; è forte anche la mobilità culturale e professionale: il 76,4% di questi lavoratori ritiene opportuno espandere le proprie competenze, un valore più importante della manutenzione e dell’aggiornamento di quelle acquisite. Circa la metà addirittura predilige questo aspetto e l’opportunità di poter cambiare rispetto alla certezza del posto di lavoro. La liberalizzazione del ricorso al licenziamento per l’86% del campione viene interpretata come il rischio di una nuova conflittualità nel lavoro. Cosa voglio questi protagonisti? Una migliore qualità dei servizi offerti, per aumentare il patrimonio di conoscenze e competenze (servono meccanismi di aggiornamento permanente, scambiabili e certificabili). E una maggiora certezza sul futuro, previdenziale e finanziario.

Nicoletta Picchio
Sabato 04 Maggio 2002