Oltre 600 milioni i debiti del turismo di casa Tanzi

02/02/2004



SABATO 31 GENNAIO 2004

 
 
Pagina 6 – Economia
 
 
IL CASO
Insolventi anche le due Hit

Oltre 600 milioni i debiti del turismo di casa Tanzi
          In Procura giaceva un fascicolo sull´ipotesi evasione fiscale


          PARMA – Dopo Parmatour, anche Hit, Hit International e (oggi) Nuova Holding finiscono ufficialmente sotto l´ombrello del commissario straordinario di Parmalat Enrico Bondi. Le due Hit sono state infatti dichiarate insolventi ieri, sotto il peso di 186 milioni di euro di debiti, che portano a un totale di oltre 600 milioni l´esposizione delle attività nel turismo di casa Tanzi, malgrado proprio questo business sia quello che più di tutti ha beneficiato delle distrazioni di capitali dalle casse di Collecchio. Sul tavolo della procura, tra l´altro, era aperto già da tempo un fascicolo sul gruppo (e in particolare sul ruolo dell´ex-manager Claudio Baratta) a seguito di una verifica del nucleo regionale della Guardia di Finanza di Bologna dei primi 2002 che aveva evidenziato evasioni fiscali per un imponibile di diverse centinaia di milioni.
          I sindaci delle due Hit hanno ribadito ieri che a comandare in azienda non erano gli amministratori di nome (tra cui per la Nuova Holding appare anche Angelo Ugolotti, il dipendente di Parmalat presente nei cda di 25-30 società del gruppo) ma il consueto terzetto Calisto Tanzi, Fausto Tonna e Gianpaolo Zini. Proprio quest´ultimo nell´ultima assemblea della Nuova Holding dei mesi scorsi presenta al consiglio il progetto di salvataggio targato Luigi Antonio Manieri che prevede l´emissione di obbligazioni per 130 milioni in una società del Delaware. Un piano andato in fumo per il crac dell´intero gruppo.
          Intanto ieri Enrico Bondi ha chiesto ed ottenuto dal ministero delle Attività produttive la gestione e la conseguente ammissione alle procedure previste dal decreto del 23 dicembre di altre sette società di diritto per lo più olandese e lussemburghese tra cui quelle che hanno emesso buona parte dei bond di Collecchio oggi in tasca ai risparmiatori.
          (e.l.)