Olbia. Sciopero contro la Confcommercio

14/11/2007
    mercoledì 14 novembre 2007

      Pagina 2 – Olbia

        Sciopero contro la Confcommercio

          I sindacati attaccano Nizzi: «Mai rispettate le chiusure domenicali»

            ALESSANDRO PIRINA

            OLBIA. Ipermercati che pagano i tirocinanti appena 308 euro al mese per un impegno di 30 ore alla settimana. E’ uno dei tanti casi eclatanti denunciati da Cgil, Cisl e Uil durante l’assemblea in cui si discutevano le forme dello sciopero indetto per sabato prossimo.

            Uno sciopero di 8 ore per rispondere alla decisione della Confcommercio di rompere le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro scaduto lo scorso 31 dicembre. «Si sono tirati indietro e hanno presentato una loro proposta. Una cosa inaudita – ha attaccato Giovanni Deiana, Filcams-Cgil -. E’ norma che le proposte le faccia il sindacato e quindi i lavoratori. Noi chiediamo solo 78 euro mensili da raggiungere in due anni: non ci sembra eccessivo, non è altro che il recupero del potere d’acquisto». «La rottura è solo con la Confcommercio – ha poi aggiunto Alessandro Rulfi, Fisascat-Cisl -, perché almeno nella Confesercenti si sta discutendo il da farsi». La protesta dei lavoratori del commercio non ha per oggetto solo il mancato rinnovo del contratto, ma una serie di diritti, che a sentire i sindacati, verrebbero violati quotidianamente dai datori di lavoro.

            «Ormai è difficile anche fare uno sciopero – dice il dipendente di un ipermercato cittadino che, però, preferisce l’anonimato -. Loro sanno quali sono i nostri punti deboli e agiscono di conseguenza. Un esempio? Un padre separato che può vedere il figlio solo nel pomeriggio viene messo in turno di sera anche per un mese di fila. Purtroppo casi come questi non sono isolati». «Ma se la situazione è tale – ha aggiunto una collega di un altro supermercato – la colpa è anche nostra. Sono i lavoratori che creano i padroni, sono i lavoratori che si sono seduti. E’ giunto il momento di prendere coscienza dei nostri diritti e doveri».

            E proprio con riferimento alla scarsa partecipazione dei dipendenti alle forme di protesta lo sciopero di sabato è rivolto anche agli acquirenti di supermercati o negozi vari. «Se ogni volta scioperano solo i lavoratori di una categoria non si risolve nulla – ha aggiunto Rulfi -. Pertanto, noi facciamo un appello indiscriminato a tutti i lavoratori affinché sabato facciano lo sciopero della spesa. Per un giorno: stop al carrello». Inoltre, i tre sindacati accusano supermercati e ipermercati di volere lavoratori sempre più flessibili, costringendoli a turni massacranti. Un esempio è dato dal turno domenicale. E a tal proposito Deiana ha attaccato l’ex-sindaco Nizzi per la delibera del 2006, con cui il comune lasciava ampia libertà di apertura nei giorni festivi. «Olbia è una città fuorilegge. La norma regionale che disciplina il commercio prevede la chiusura domenicale in determinati periodi. Ma Nizzi non l’ha fatta rispettare. Ora abbiamo chiesto un incontro con Giovannelli, che ci auguriamo prenda provvedimenti. Anche se le parole dell’assessore Vanni Sanna non ci lasciano ben sperare». I lavoratori ascoltano, ma appaiono sempre più sfiduciati. «Tanto i supermercati aprono lo stesso, se non lavoriamo noi ne chiamano degli altri. D’altro canto, c’è tanta gente che non può rinunciare neanche a una giornata di stipendio».