Olbia. «Lavoro da incubo nella base Usa»

17/05/2005
    martedì 17 maggio 2005

    Pagina 11 – Olbia

    «Lavoro da incubo nella base Usa»
    Sei dipendenti maddalenine hanno preferito licenziarsi
    Le impiegate per le pulizie: “Orari e carichi squalificanti”

      LA MADDALENA. Emanuela Tonelli, due figli, dipendente Impr-Gen, con la qualifica di operaia servizio di pulizia locali della base Usa, i cui locali sono sparsi in tutta l’isola, delegata Filcams Cgil, si è licenziata insieme alle altre cinque sue colleghe che hanno preferito andare via.
      I motivi del gesto vengono spiegati in una lettera inviata alla stampa.

      «Tutto è iniziato – racconta la Tonelli – dal primo gennaio 2005, qua
      ndo ha preso servizio la Penauille Italia Spa e poi la gestione Impr-Gen Srl. Oltre i tagli fatti dal governo americano che aveva ridotto le frequenze delle pulizie dei locali da giornaliero a settimanale, solo nella base di via Principe Amedeo, lasciando, però, quasi invariati gli altri fuori la base, hanno applicato un ulteriore taglio delle ore (da 8 a 4 e da 5.8 a 3.5). Con la conseguenza che sono aumentati i carichi di lavoro, ed è stato applicato il contratto artigiani con una paga oraria inferiore, ma soprattutto non sono state rispettate le leggi di cambio di appalto. Tanto che, con il nuovo, anche chi aveva 20 ore di servizio, 15 con la stessa ditta e 5 con altre e che non aveva mai avuto note di demerito, è stata licenziata con la giustificazione dello scarso rendimento, per la condizione dei 30 giorni di prova».

      A giudizio di Emanuela Tonelli la verità è che «un lavoro che prima facevano quattro persone con sei ore ciascuna, ora dovrà essere fatto da una persona per quattro ore. La ditta aggiudicataria di tale commessa (servizio pulizia e giardinaggio) gestisce il lavoro con l’appaltatore uscente, il quale fu incaricato della divisione delle ore e della distribuzione dei carichi di lavoro, dimezzando anche quei posti che non avevano avuto dei tagli. Ma ancora oggi in locali che, pur non avendo avuto tagli del governo, sono state diminuite le ore e ridotto il personale che in questo modo viene sfruttato.

      Per tutta riposta il direttore della Penauille dice di non essere al corrente dell’esistenza di un contratto collettivo nazionale lavoratori, come pure l’esistenza dei sindacati. Non è valso neppure l’incontro con il rappresentante della Filcams Cgil Giovanni Deiana che ha richiesto migliori condizioni di lavoro, ma anche di trattamento economico, per tutta risposta – termina Tonelli – ho ricevuto da parte loro una ritorsione: due lettere per non avere bene eseguito un lavoro. Questo mi ha indotto a licenziarmi, ma solo per una ragione: essere libera di parlare e poter raccontare a tutti le condizioni che ci impongono».

    (a.n.)