Ok dalle professioni

26/03/2004

ItaliaOggi (Giustizia e Società)
Numero
073, pag. 27 del 26/3/2004
di Ignazio Marino


DECRETO LA LOGGIA/ Soddisfatti associazioni e ordini.

Ok dalle professioni

Positiva l’assimilazione alle imprese

Se l’attività delle professioni è assimilata a quella delle imprese ne beneficia il sistema della concorrenza. E quindi anche i cittadini. Lo schema di decreto legislativo messo a punto da Enrico La Loggia, ministro degli affari regionali, conquista gli animi del Colap (associazioni non regolamentate) e quelli del Cup (mondo ordinistico) seppur con qualche modifica lessicale: quella del concetto di impresa, che per il Comitato unitario delle professioni deve essere chiarito in sede di approvazione definitiva.

In ogni caso, però, attenzione a non mettere sullo stesso piano l’impresa che fabbrica scarpe con l’impresa che fornisce prestazioni professionali. Il professionista resta un lavoratore autonomo e non fa reddito d’impresa.

All’indomani delle anticipazioni sullo schema di dlgs sulla ripartizione delle competenze fra stato e regioni previste dall’art. 117 della Costituzione (si veda ItaliaOggi di ieri) il mondo professionale, analizzato l’articolato, saluta con favore il lavoro fatto dal ministro La Loggia. Se non altro perché, rispetto al 2001 (anno della riforma federalista), mette dei confini chiari a quella che è la competenza legislativa concorrente delle regioni in materia di professioni. Un provvedimento, atteso da tempo, che sembra non aver deluso nessuno. Le associazioni non professionali, soprattutto, avevano visto nella legislazione concorrente regionale la soluzione alla regolamentazione della loro attività, supplendo a quello che lo stato non è ancora riuscito a fare.

´I limiti posti da La Loggia’, spiega Giuseppe Lupoi, coordinatore del Colap, ´vanno a chiarire una situazione che dal 2001 è un po’ confusa per tutti. Non mi sembra che questo provvedimento vada a cancellare, però, quanto le regioni hanno fatto coinvolgendo le professioni non regolamentate nel processo legislativo territoriale. Non solo. Siamo contenti’, continua Lupoi, ´che l’Italia cominci a recepire quello che l’Europa dice da sempre’.

La questione della concorrenza trova d’accordo anche Roberto Orlandi. ´Le professioni italiane’, spiega il vicepresidente del Cup, ´sono già soggette alla concorrenza. Basta guardare i diversi settori della consulenza che sono liberi. Il lavoro del ministro per gli affari regionali va apprezzato per aver chiarito i confini fra stato e regioni che stavano cominciando a dare dei problemi. L’unica cosa che ha bisogno di essere chiarita, per evitare equivoci, è che l’impresa cui fa riferimento La Loggia va intesa in chiave europea, in quanto soggetta alla concorrenza comunitaria, e non assimilata all’impresa che fabbrica scarpe o armi. Sono cose diverse che hanno bisogno di essere distinte prima dell’approvazione definitiva’.

Un ulteriore apprezzamento per la modernizzazione del sistema viene anche dalle quattro associazioni dei tributaristi (Lapet, Ancot, Int e Ancit) che ci tengono a precisare un ulteriore aspetto favorevole della vicenda. L’equiparazione del concetto impresa – professione, infatti, tiene conto della normativa tributaria italiana, dove è netta la distinzione tra imprese e professioni. I primi fanno reddito d’impresa. I secondi reddito autonomo. (riproduzione riservata)