Oggi «stop al carrello» ma Caprotti non vuole

19/11/2007
    sabato 17 novembre 2007

      Pagina 2 – Economia

        Oggi «stop al carrello»
        ma Caprotti non vuole

          QUESTO SCIOPERO non s’ha da fare. Parola di Esselunga. Alla vigilia del secondo giorno della mobilitazione per il rinnovo del contratto nazionale del commercio privato arriva da Bologna la segnalazione dell’ennesimo comportamento antisindacale della maggiore catena della grande distribuzione italiana. Giovedì un ispettore inviato da Milano avrebbe fatto il giro dei 3 stabilimenti in città, dove avrebbe affiancato i direttori in colloqui «individuali» con alcuni dipendenti. A cui è stato chiesto «se avevano intenzione di incrociare le braccia», e a cui soprattutto è stato ricordato «che ci avrebbero rimesso 80 euro in busta paga».

          È la Filtcams-Cgil a denunciare «un atteggiamento intimidatorio» di quella che oltretutto «è una delle principali responsabili della rottura delle trattative sul tavolo nazionale». «L’ispettore non ha incontrato solo direttori e i capireparto come invece fa di solito – racconta Luca Taddia della segreteria Filcams di Bologna – ma ha parlato a quattr’occhi anche con i dipendenti». Un interessamento senza precedenti. E così, con l’ispettore al proprio fianco, i dirigenti hanno chiesto loro di chiarire la propria posizione sullo sciopero, assicurando «che Esselunga è disponibile a un accordo», ragion per cui lo sciopero sarebbe «incomprensibile e sbagliato», spiega ancora Taddia. «Ci sono persone a cui è stato fatto interrompere apposta il turno in cassa – confermano i delegati sindacali -. Il direttore ha detto loro che quanto avevano sentito il giorno prima nell’assemblea sindacale “non era corretto”, perché in Esselunga non c’è precariato e perché l’azienda pagherà i 78 euro», chiesti dai sindacati per il rinnovo del contratto nazionale scaduto a fine 2006. E ancora, «è stato detto loro che il nostro resoconto sul trattamento della malattia era sbagliato».

          Per Taddia si tratta di una chiara «intimidazione nei fatti, che rischia di compromettere le corrette relazioni sindacali faticosamente costruire negli ultimi anni». Anche per questo allora i sindacati organizzano per oggi alle 9 – nel giorno in cui proprio i lavoratori della grande distribuzione invitano i consumatori allo «sciopero del carrello», cioè degli acquisti – un presidio davanti al punto vendita Esselunga di viale Lenin.

          a.com.