Oggi si fermano il turismo e i fast food

16/05/2014

Ieri è stata la giornata della protesta mondiale dei lavoratori dei fast food, (stfastfoodglobal), con manifestazioni in 33 Paesi; oggi la mobilitazione arriva in Italia, fermando ristorazione e turismo.
È il primo evento con caratteristiche planetarie, deciso nel meeting internazionale organizzato a New York con rappresentanti sindacali di tutto il mondo. «In Italia le condizioni di lavoro all`interno dei fast food non sono buone e non esiste contrattazione integrativa – spiega Cristian Sesena, Filcams Cgil nazionale Già da un paio di anni come sindacato abbiamo avviato un percorso per cercare di mettere in risalto la reale situazione dei lavoratori, per la maggior parte giovani, a part time obbligatorio, con una paga minima oraria inferiore agli 8 euro lordi». Non va meglio in altri Paesi: negli Usa la retribuzione è di 7,5 dollari l`ora, in Inghilterra si assume con contratti a zero ore lavorando solo a chiamata. Lo sciopero accomunerà alberghi e agenzie di viaggio, bloccando la ristorazione in catene come McDonald`s e Autogrill. A Milano è previsto un corteo per le vie del centro con partenza dalla sede di Confcommercio e flash mob in piazza della Scala. Saranno presenti anche i lavoratori degli alberghi e dei tour operator di Confindustria, delle agenzie di viaggio di Fiavet e quelli di Confesercenti. Il lavoro nella ristorazione oscilla fra i picchi dei grandi chef stellati e la situazione dei giovani (ma non soltanto). Nel solo Veneto – dove una manifestazione regionale si svolgerà all`interno dell`aeroporto Marco Polo di Venezia – secondo il sindacato bar, ristoranti e catene vedono avvicendarsi da mattina a notte, spesso sette giorni su sette, oltre 70mila lavoratori dipendenti, che sfiorano i 100mila nella stagione estiva. «Un mondo complesso – è la denuncia – in cui le forme più spinte di precarietà convivono con il lavoro tutelato, dove si assiste a ingaggi dalle durate e modalità più disparate e dove il lavoro a chiamata o a voucher sono diventati tipologie largamente usate oltre alle partite Iva e agli stage». Il risultato è che «la labilità dei confini tra gestione della propria vita e obblighi lavorativi è all`ordine del giorno e la precarietà e il lavoro povero sono diffusi.
Il CASO
Nel solo Veneto in bar, ristoranti e alberghi sono impiegate 70mila persone che nel periodo estivo aumentano fino a 100mila più che altrove», sostengono Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiultucs Uil facendo appello alla massima partecipazione. La protesta riguarda la tenuta stessa del contratto nazionale, messo in discussione in sede di rinnovo del contratto del turismo e siglato solo per una parte del settore. «Solo difendendo e rafforzando il contratto nazionale si possono creare nei luoghi di lavoro le condizioni per arginare la precarietà, migliorare l`organizzazione del lavoro, governare la flessibilità degli orari, tutelarsi da abusi, adeguare le retribuzioni al costo della vita. Occorre acquisire anche per la ristorazione quanto previsto nel contratto firmato a gennaio per gli alberghi; un contratto che rafforzale condizioni di lavoro migliorando alcuni istituti».