Oggi l’incontro sulle pensioni: c’è il rischio di rottura

23/12/2003



23 Dicembre 2003
Oggi l’incontro sulle pensioni
ma c’è già il rischio di rottura
Roberto Ippolito

ROMA
Di nuovo faccia a faccia. Ma il governo guidato da Silvio Berlusconi e i segretari della Cgil, della Cisl e della Uil Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti si incontrano alle 9 a Palazzo Chigi per la questione pensioni senza nemmeno avere la stessa idea su come impostare la discussione. Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Roberto Maroni continua a ripetere di attendere una proposta dei sindacati alternativa alla riforma presentata da lui in parlamento. E i sindacati continuano a ripetere di attendere le risposte alle domande e alle richieste poste al governo.
Questa mattina stessa la rottura è possibile dal momento che queste posizioni non sono tattiche. Gli interventi delineati dal governo sono bocciati in blocco dai sindacati. Per il governo è possibile modificarli solo con una proposta differente ma ugualmente efficace. Per la Cgil, la Cisl e la Uil bisogna accantonarli e ragionare diversamente. La riforma è congelata fino al 10 gennaio; in mancanza di un accordo il governo procede, prevedendo l’approvazione in parlamento a gennaio.
Cosa succede allora questa mattina? «Vedremo» dice Maroni. Che spiega: «Prima di dare giudizi aspetto il confronto. Non so se c’è una proposta unitaria di Cgil, Cisl e Uil».
Il ministro aggiunge poi che «il confronto si fa al tavolo del confronto». Lui vuole sapere «dai sindacati se ci sono proposte unitarie» e osserva: «Mi pare che la Cgil l’abbia già fatta. Vedremo se ci saranno altre proposte da parte di Cisl e Uil».
Maroni sembra quindi immaginare divisioni fra i sindacati. Ma Angeletti assicura l’esistenza di «un’opinione unitaria» delle tre confederazioni sull’intera materia del welfare, lo stato sociale. A proposito dell’attesa rispetto a una proposta dei sindacati, Angeletti dice: «Bisogna riaprire il confronto punto per punto. Non si tratta di un concorso a quiz. Ci deve essere un confronto su tutti i punti. Su ogni punto abbiamo una opinione unitaria. Quello che rifiutiamo è che invece di un confronto si faccia un concorso a quiz o un esame nel quale noi siamo i candidati. Non è questo che è stato deciso nell’ultimo incontro».
Sabato scorso anche Berlusconi ha dichiarato di aspettare «ancora una proposta dei sindacati sulla riforma delle pensioni». E ha manifestato la disponibilità «a discutere ma a determinate condizioni: che la proposta dei sindacati sia migliorativa» e che «raggiunga almeno gli stessi risultati, sui quali ci siamo impegnati in Europa».
Ma, sempre sabato, Epifani ha puntualizzato a proposito dell’incontro di domani: «Andremo con le nostre posizioni e spiegheremo perchè la posizione del governo è totalmente inaccettabile e sbagliata».
E Pezzotta ha elencato alcuni problemi aperti: «Il governo è disponibile ad aumentare i contributi di alcune categorie che pagano troppo poco rispetto a quanto prendono? Il governo è disponibile a rivedere la questione della decontribuzione? E ancora: il governo è disponibile a modificare la norma sul trattamento di fine rapporto perchè non sia obbligatoria?».
A parte i singoli punti, i sindacati obiettano che la riforma (efficace dal 2008) non è motivata. Il segretario aggiunto della Uil afferma che «per prima cosa» questa mattina viene chiesto al ministro dell’economia Giulio Tremonti «di conoscere i conti che finora ci sono stati negati e che portano il Governo a sostenere la necessità della riforma».
Musi lamenta che «finora» è stato «sempre e solo mostrato un grafico con disegnata una gobba», cioè l’incremento della spesa, senza spiegare «come ci si arriva». Il numero due della Uil osserva che «solo dopo aver fatto chiarezza sui numeri sarà possibile cominciare a ragionare intorno a eventuali interventi.
Anche la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini ricorda che questa mattina viene chiesto al governo di dimostrare la fondatezza della previsione della «gobba» e l’effettiva responsabilità dei lavoratori dipendenti per la sua origine.
La Piccinini parla esplicitamente del possibile esito negativo dell’incontro: «Dovremo capire se vale la pena proseguire oppure se tutto si concluderà con gli auguri di Natale».