Offerte in saldo per i viaggi

01/10/2001

Il Sole 24 ORE.com


    Sotto la pressione di prenotazioni in continua diminuzione i tour operator fanno partire gli sconti

    Offerte in saldo per i viaggi
    eDreams: «last minute» al 50% per il Messico o per Sharm el Sheik – Voli Ryanair a 30mila lire
    Sissi Bellomo
    (NOSTRO SERVIZIO)
    MILANO – Un biglietto aereo per Londra a 30mila lire, tasse incluse. Una settimana sul Mar Rosso a meno di 800mila lire. Viaggi in Messico a metà prezzo. Alla bassa stagione si è sommato l’effetto attentati. E per il turismo è tempo di offerte speciali, anche se pochi le esibiscono e nessuno ammette di essere costretto a "svendere". Certo, non tutti gli operatori stanno reagendo alla crisi con una politica di prezzi aggressiva. L’atteggiamento prevalente consiste anzi nel prendere tempo: aspettare che la gente superi la paura di viaggiare e che la situazione internazionale si chiarisca, per poter rimodulare le offerte e diversificare le destinazioni, privilegiando le mète "sicure". Ma gli sconti ci sono. Non solo. Anche la disponibilità di posti è aumentata: un volo per gli Stati Uniti si può ora prenotare anche all’ultimo minuto, o quasi. E addirittura trovare una stanza in albergo a Milano, nei giorni delle sfilate di moda, è improvvisamente diventato più facile. «Non è un’impressione. Gli sconti sono aumentati, eccome – assicura Gianni Rotondo, managing director di Lastminute.com Italia -. C’è una maggiore disponibilità di pacchetti turistici in offerta, su tutte le destinazioni, non solo quelle toccate dalla crisi. E i prezzi sono tagliati di un buon 35/40%. È un ottimo momento per tornare a viaggiare e per superare una reazione emotiva non sempre giustificata». «Specie per le partenze ravvicinate, gli sconti sono molto più elevati del solito – conferma Caterina Casule, tourism manager di eDreams Italia -. Normalmente ai viaggi "last minute" si applicano riduzioni tra il 3 e il 20%. Ora possiamo offrire viaggi con il 50% di sconto in Messico e a Sharm el-Sheikh, con il 30% alle Maldive e a Ibiza. Non sono certo destinazioni considerabili a rischio. E in queste località è ancora presto per parlare di bassa stagione». Anche i biglietti aerei sono diventati in molti casi più convenienti. La compagnia britannica Ryanair, ad esempio, ha ulteriormente tagliato le tariffe e ora offre un milione di biglietti a 9,99 sterline (circa 30mila lire), su tutte le rotte. Anche altri vettori "low cost", come Go e EasyJet, si stanno adeguando. Non tutti, comunque, stanno tagliando i prezzi. Tra le compagnie aeree, ad esempio, l’olandese Klm sta considerando di aumentare del 5% il prezzo dei voli verso gli Usa e il Medio Oriente, per coprire i maggiori costi legati alla sicurezza e alle polizze assicurative. Anche tra i tour operator le strategie sono molto diversificate. «A fare sconti saranno al massimo il 20% degli operatori: quelli che avevano già preso impegni a breve, come il noleggio di un volo charter, e non sono riusciti a cancellarli», stima Giuseppe Amabile, presidente del settore Tour operator della Fiavet, che conta 326 associati. «Quello che è davvero pesante per noi è piuttosto il blocco forzato della programmazione: nel giro di una settimana dovremo mandare in stampa i cataloghi per la stagione invernale e alcune destinazioni restano un punto interrogativo». Giuseppe Boscoscuro, presidente della Astoi, che rappresenta l’80% circa dei grandi tour operator, da parte sua nega che si sia aperta una stagione dei saldi: «I pacchetti a prezzo speciale erano già numerosi prima degli attentati negli Stati Uniti. E non credo che aumenteranno, perché se è vero che è calata la domanda è altrettanto vero che anche l’offerta si è ridotta e modificata, specie sul piano delle destinazioni. Piuttosto che agire sul prezzo, alcuni tour operator stanno studiando agevolazioni di altro genere, come la possibilità di prenotare i viaggi anche a ridosso della partenza, o di cambiare la destinazione senza rischiare penali o pagando penali ridotte». La politica degli sconti, sbandierata da molti albergatori americani (T-Pro, uno dei ricettivisti più utilizzati dai tour operator italiani, ad esempio, sta lanciando un nuovo listino con tariffe ridotte), non piace nemmeno a Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. «Può darsi che anche in Italia alcuni albergatori subiscano pressioni di questo tipo dai clienti, ma è una politica che non intendiamo incoraggiare. Del resto non è abbassando i prezzi che si sconfigge la paura di viaggiare. Certo, se la crisi continua è un problema: nelle città d’arte il 40/50% degli ospiti degli alberghi sono americani. Bisognerà trovare altri mercati. E in quel caso sì, dovremo probabilmente agire anche sulle tariffe».
    Domenica 30 Settembre 2001
 
 
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