Ocse pessimista sull´Italia: deficit oltre il tetto

20/04/2004


MARTEDÌ 20 APRILE 2004

Pagina 33 – Economia
 
Lo dice il Financial Times Deutschland.
Precisazione: dati non definitivi. Prodi: la ripresa è inesistente
Ocse pessimista sull´Italia
deficit oltre il tetto: è al 3,4%
Scontro sul pubblico impiego. Scioperano i dirigenti

ROBERTO PETRINI


    ROMA – Nuova doccia fredda per l´Italia: secondo indiscrezioni riportate ieri dal Financial Times Deutschland, che ha anticipato le previsioni dell´Ocse in calendario per l´11 maggio, il rapporto tra deficit e Pil del 2004 dell´Italia salirebbe al 3,4 per cento e toccherebbe il 4,3 per cento nel 2005, conquistando un primato negativo in Europa. L´Ocse, da Parigi, ha tuttavia fatto sapere di stare ancora lavorando alle stime e ha detto di non poter «né confermare né smentire».
    Secondo le anticipazioni della edizione tedesca del quotidiano britannico, anche Germania e Francia dovrebbero registrare il prossimo anno un deficit-Pil superiore al tetto del 3 per cento. Berlino, in particolare, arriverebbe nel 2005 al 3,2 per cento: una stima superiore a quella della Commissione europea dei giorni scorsi (del 2,8 per cento) che porterebbe la Germania ad una violazione per il quarto anno consecutivo e che ieri ha provocato una reazione del cancelliere Schroeder il quale ha detto che il deficit sarà mantenuto sotto il tetto del 3 per cento.
    Sulla difficile situazione di Italia e Germania è intervenuto anche il presidente della Commissione Romano Prodi, secondo il quale nei due paesi la «ripresa è inesistente». Per Prodi la situazione europea è segnata inoltre da un gruppo di paesi con uno sviluppo superiore al 3 per cento e un altro gruppo che naviga intorno all´1,5-2 per cento.
    Tornando all´Italia la stima dell´Ocse getta ulteriore benzina sul fuoco del dibattito sui conti pubblici. In vista della Trimestrale di cassa, sul tavolo del governo già ci sono le stime di Bruxelles che prevede un deficit-Pil al 3,2 per quest´anno e dell´Fmi che parla del 2,9 con una manovra già effettuata e con l´Anas fuori della bilancio pubblico. Mentre anche la Ragioneria dello Stato valuterebbe un livello del 3,3-3,5 per cento e avrebbe documentato la cosa in una lettera.
    Resta aperto, seppur sotto tono per gli avvenimenti in Iraq, il dibattito di politica economica. Sembra andare verso un congelamento la questione delle deleghe a Fini che subentrerebbe in un momento assai difficile. «Non vedo luce», è stato infatti il laconico commento del ministro per le Politiche comunitarie Rocco Buttiglione. Prende fiato invece la polemica sui contratti degli statali: dopo il ministro del Welfare Maroni che li aveva definiti eccessivamente generosi, ieri il titolare della Funzione pubblica Mazzella, che condivide il giudizio di generosità, ha detto che per il prossimo rinnovo gli spazi per la trattativa oltre il 3,6 per cento stanziato dal governo per il 2004-2005 sono «molto ridotti». I sindacati, che invece chiedono aumenti salariali medi dell´8 per cento, hanno già annunciato uno sciopero nazionale di otto ore per il 28 maggio mentre i dirigenti pubblici della Cida oggi incrociano le braccia. La questione non è estranea all´andamento del deficit di quest´anno: fu proprio il Ragioniere dello Stato Grilli a prevedere nei giorni scorsi in Parlamento un peso di 10,5 miliardi di euro (di cui 4,5 per gli arretrati) per il rinnovo di tutti i contratti del pubblico impiego.