Ocse: «L’Italia corre più del previsto»

14/03/2007
    mercoledì 14 marzo 2007

    Pagina 14 – Economia & Lavoro

    «L’Italia corre
    più del previsto:
    Pil oltre il 2%»

      I tre tavoli di concertazione tra governo e parti sociali
      al via il 22 marzo

        di Bianca Di Giovanni/ Roma

        BALZO – L’Italia corre più del previsto e può chiudere il 2007 con una crescita del 2%, se non di più. «Non escludiamo che possa impennarsi e toccare il 2,2%». Queste le parole del capoeconomista dell’Ocse, Jean-Philippe Cotis, che ieri ha presentato il cosiddetto rapporto interinale, cioè l’aggiornamento dei dati. «Dopo essere stati molto spesso molto critici nei confronti dell’Italia, non esitiamo a parlarne bene», ha aggiunto Cotis, sottolineando le buone riforme messe in campo. E anche quelle ancora da fare, come le pensioni e soprattutti i servizi, in particolare banche e servizi elettrici ancora troppo costosi. In ogni caso la Penisola si allinea dopo parecchi anni agli andamenti europei, grazie anche alla forte ripresa della Germania.

        Le buone notizie in arrivo da Parigi aprono nuovi spiragli anche per le partite tutte italiane. Tanto che Enrico Letta annuncia la data di avvio dei tre tavoli di concertazione con le parti sociali: il 22 marzo. Le materie oggetto di confronto sono previdenza e ammortizzatori sociali, produttività e competitività, pubblico impiego. Sempre la settimana prossima è attesa la trimestrale di cassa, con i dati macroeconomici e soprattutto l’indicazione sul «dividendo» di entrate da poter restituire ai cittadini. Tenendo conto che le indicazioni di Bruxelles pongono sempre la riduzione del deficit come prioritaria. È proprio sul «piano di restituzione» che si concentrano in queste ore gli sforzi dei tecnici dell’Economia. Le cifre che rimbalzano si attestano sempre tra i 6 e gli 8 miliardi. Non è poco. Ma non è poco neanche il «pacchetto» di misure che il governo dovrà mettere sui tavoli con le parti sociali. Tra nuovi ammortizzatori sociali (annunciati da Cesare Damiano), tipo i sussidi ai disoccupati e ai giovani precari, i contributi figurativi per i flessibili, l’aumento delle pensioni più basse e l’eliminazione dello «scalone» della Maroni, quella cifra potrebbe servire tutta. Ma nella maggioranza c’è una parte che spinge per misure più generalizzate, soprattutto quelle sulla casa. Un «taglio» all’Ici è sempre sul tavolo del governo. La misura potrebbe arrivare come un emendamento alla delega sulle rendite finanziarie, come ha annunciato ieri la presidente della Commissione Finanze alla Camera Laura Fincato. Il testo, che prevede un’aliquota al 20% per le rendite finanziarie e un riordino degli estimi catastali, potrebbe prevedere la revisione Ici sulla prima casa in connessione al nuovo catasto. In questo modo si aiuterebbe oltre l’80% delle famiglie. Contemporaneamente nello stesso provvedimento si potrebbe inserire la cedolare secca del 20% sugli affitti, (con la possibilità per gli affittuari di detrarre la somma versata), per favorire anche chi non è proprietario. Questa doppia operazione costa circa 3,5 miliardi. Resta però ancora aperto il nodo dell’aliquota al 20% anche per bot e cct. «Vogliamo rispettare il principio di non retroattività della revisione della tassazione – spiega Fincato – Ma il meccanismo non è ancora stato trovato». A questo punto non si esclude che questa parte venga stralciata, dando la precedenza al «pacchetto» casa. Ma se così fosse i costi lieviterebbero di 1,2 miliardi (la cifra attesa dalla reviosione delle rendite), andando ad intaccare il «tesoretto» destinato alle partite del welfare e della previdenza. «È chiaro che per noi gli ammortizzatori restano una priorità», aggiunge il vicepresidente della commissione Francesco Tolotti. Ma la «quadra» non è stata ancora trovata. È possibile che la prossima settimana si terrà una riunione di maggioranza proprio per sciogliere questo nodo.