Ocse: in crescita il Pil europeo ma l´Italia è il fanalino di coda

08/06/2004


      MARTEDÌ 8 GIUGNO 2004
       
       
      Pagina 35 – Economia
       
       
      LE PREVISIONI
      Nell´area euro aumenta dello 0,9% nel primo trimestre, mentre da noi si ferma allo 0,4%
      Ocse: in crescita il Pil europeo
      ma l´Italia è il fanalino di coda

      Il Fondo Monetario: le banche centrali non si lascino condizionare dai rialzi del greggio


      ROMA – Torna a crescere, nel primo trimestre del 2004, il Prodotto interno lordo dell´Italia, ma in misura inferiore alla media dell´area dell´euro e, ancora più sensibilmente, rispetto alla media dei 30 Paesi più industrializzati (area Ocse). Nei Paesi Ocse il tasso di crescita del Pil è stato pari allo 0,9 per cento nel primo trimestre (percentuale analoga a quella del quarto trimestre 2003), in Italia dello 0,4 per cento, dopo una crescita zero registrata nel trimestre precedente. Nella zona dell´euro, il Pil è aumentato invece dello 0,6 per cento, dopo una crescita dello 0,4 nel quarto trimestre del 2003.
      L´economia si muove anche in Italia, ma le distanze con gli altri Paesi europei restano inalterate e, anzi, aumentano rispetto agli Stati Uniti, che non fanno più da locomotiva per l´Europa. In cima alla classifica Ocse della crescita, nell´ambito del G7, ci sono infatti il Giappone, che nel primo trimestre ha registrato una crescita del Prodotto interno lordo dell´1,4 per cento (in rallentamento rispetto all´1,7 del trimestre precedente), e gli Stati Uniti, che incassano un aumento dell´1,1 per cento. In coda alla classifica, invece, ci sono – rileva l´Ocse – l´Italia e la Germania, entrambe con lo 0,4 per cento.
      Se si considerano i dati su base annuale (marzo 2004 sullo stesso mese dell´anno scorso) le distanze restano sostanzialmente le stesse, salvo il sorpasso degli Stati Uniti sul Giappone. Nei dodici mesi considerati il tasso di crescita del Pil è stato pari al 5 per cento negli Stati Uniti, al 4,7 in Giappone, all´1,3 per cento nell´Europa dell´euro e allo 0,8 per cento in Italia. La percentuale di crescita annua nel nostro Paese resta dunque inferiore all´uno per cento (la Francia, diretta concorrente, ha fatto lo 0,9 nel solo primo trimestre), pur registrando qualche progresso: alla fine del quarto trimestre 2003 la crescita annua addirittura non superava lo 0,1 per cento, il che ha fatto parlare di una vera e propria stagnazione dell´economia.
      I dati diffusi ieri dall´Ocse trovano un riscontro nella volontà manifestata dal Fondo monetario internazionale di rivedere al rialzo le sue stime sulla crescita mondiale «sulla base della perdurante ripresa economica statunitense e di un andamento della congiuntura giapponese superiore alle attese». Al contrario della Commissione europea, che avrebbe valutato di rivedere le stesse stime al ribasso per i paesi europei in conseguenza del boom del prezzo del petrolio, il Fondo monetario sostiene che «l´impennata dei prezzi petroliferi non costituiscono una seria minaccia».
      Lo sostiene, in particolare, il capo economista dell´Fmi, Raghuram Rajan, il quale all´edizione tedesca del Financial Times dichiara: «Esiste un potenziale per il rialzo delle nostre previsioni di crescita mondiale». Le ultime stime del Fondo monetario, diffuse in aprile, parlano di una crescita mondiale del 4,6 per cento nel 2004 e del 4,4 per cento nel 2005. Il capo economista del Fondo monetario ha invitato le banche centrali ad intervenire soltanto in presenza di «effetti indiretti» derivanti dal rialzo delle quotazioni. Preoccupazioni potrebbero sorgere, ha concluso Rajan riferendosi sempre al prezzo del petrolio, solo se si verificassero riduzioni della produzione.
      (r.d.g.)