Occupazione sempre in calo

02/12/2003



      Martedí 02 Dicembre 2003

      ITALIA-LAVORO


      Occupazione sempre in calo

      Grandi imprese – Per l’Istat a settembre è stata registrata una flessione tendenziale dell’1,1%


      ROMA – L’occupazione nelle grandi imprese continua a calare, soprattutto nell’industria, mentre nei servizi resta in moderata espansione. settembre le grandi imprese hanno perduto circa 22mila posti (su un totale di poco meno di 2 milioni): l’industria ha perso 24mila posti a fronte di un aumento di 2mila nei servizi. La flessione annua è stata dell’1,1% al lordo della Cassa e dell’1,3% al netto. A livello mensile è stato rilevato un calo dello 0,1 per cento. Complessivamente, nei primi nove mesi 2003 c’è stata una caduta dell’occupazione, rispetto allo stesso periodo 2002, pari a -1,1% al lordo della cassa integrazione e a -1,2% al netto. essun allarme per il Governo. «Si tratta di un fenomeno che dura da anni – ha commentato il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano – ed è determinato dal fatto che la grande industria ristruttura e fa outsourcing. L’andamento della produzione è positivo, per cui la situazione non è tale da influenzare negativamente il Pil».
      Dalla Confcommercio arriva invece una richiesta di maggior attenzione per il terziario. Il calo dell’occupazione nell’industria è strutturale – ha detto Sergio Billè, presidente di Confcommercio – e per questo bisogna ripensare gli incentivi consentendo l’accesso anche ai settori imprenditoriali che creano occupazione. Marco Venturi presidente di Confesercenti ha ribadito il dinamismo delle Pmi a fronte delle difficoltà delle grandi imprese.
      Cauti i commenti degli imprenditori. «I dati sull’occupazione nella grande industria vanno studiati tutti insieme, su base annuale, la situazione non è drammatica come può apparire» ha detto il direttore dell’area welfare e risorse umane di Confindustria, Giorgio Usai. L’industria. L’Istat sottolinea che gli occupati nelle imprese industriali con oltre 500 addetti sono diminuiti del 3% su base annua (-3,3% al netto del ricorso alla cassa integrazione). Nel comparto manifatturiero è stata rilevata una contrazione generale (-2,7%) alla quale sono scampate solo le industrie varie (+15,4%) e quelle della lavorazione dei minerali non metalliferi (+0,9%). Il calo invece risulta sostenuto in settori come l’alimentare (-5,4%), la chimica e le fibre (-4,7%), la produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-4%), il tessile-abbigliamento (-3,6%), l’energia elettrica (-4,9%); in controtendenza le costruzioni (+1,7%). I servizi. Per l’occupazione nelle grandi imprese dei servizi in settembre è stata registrata una crescita dello 0,2% su base annua (-0,1% su agosto). Nei diversi settori del terziario, sottolinea l’Istat, si verificano andamenti prevalentemente positivi, con incrementi tendenziali del 7,3% nel commercio, del 2,4% negli alberghi e ristoranti e nelle altre attività professionali. In diminuzione, come in passato, l’occupazione nei trasporti (-1,7%) e nel comparto dell’intermediazione finanziaria (-2,2%). Ore di lavoro e retribuzioni. A settembre 2003, l’indice generale delle ore effettivamente lavorate per dipendente risulta pari a 96,9; il corrispondente indice destagionalizzato è a quota 98,5 con una variazione congiunturale pari a +0,1 per cento. Al netto dell’effetto calendario, l’indice risulta pari a 94,3 con una variazione tendenziale pari a -0,9%; la variazione media per il periodo gennaio-settembre 2003 è -1,1 per cento. La retribuzione lorda media per ora lavorata nel totale delle grandi imprese ha presentato a settembre una diminuzione congiunturale (al netto della stagionalità) dello 0,7 per cento. L’indice grezzo ha registrato un aumento tendenziale del 2,5 per cento.
      Nella media del periodo gennaio-settembre, la retribuzione lorda media per ora lavorata è cresciuta, rispetto allo stesso periodo del 2002, del 3,5 per cento.

      ELIO PAGNOTTA