Occupazione: previsioni ottimistiche per il 2001

05/01/2001

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Venerdì 5 Gennaio 2001
testata_quotidiano
Previsioni positive dell’indagine Unioncamere per il 2001 Lavoro, 350mila nuovi posti Il Sud crescerà più del Nord

ROMA. È il 2001 l’anno della rimonta del Sud. Almeno secondo le previsioni trimestrali dell’indagine Excelsior di Unioncamere fatta sulla base di un campione di imprese. Un sorpasso del Mezzogiorno tutto sul fronte dell’occupazione, previsto nel periodo ottobre 2000-settembre 2001: in questi mesi si giocherà la rivincita con un aumento di posti di lavoro che nel Sud sarà del 5%, nel Nord-Ovest del 2,7% e nel Nord-Est del 3,4 per cento. Complessivamente in Italia ci saranno circa 345mila occupati in più (3,5%) e di questi 97mila nel Sud.

Il merito di questo scatto in avanti, non solo del Sud ma di tutto il Paese, andrà in gran parte alle piccole imprese che da sole trascineranno quasi del tutto quel 3,5% di nuovi posti di lavoro che verranno creati fino al settembre 2001. Insomma, se il sorpasso del Sud è una sorpresa, non lo è il fatto che ancora una volta sia la piccola impresa (fino a 49 addetti) a tenere il ritmo della crescita. La novità, semmai, è il passo in avanti della new economy: nel terziario avanzato si prevede una crescita occupazionale del 5% mentre sul fronte dell’informatica e delle telecomunicazioni l’incremento sarà del 4,3 per cento. Andranno bene anche le attività commerciali e il turismo, ci sarà una ripresa dell’edilizia mentre è previsto un calo di occupati nell’energia. Positivo il commento del ministro del Lavoro, Cesare Salvi: «A fine anno avremo una disoccupazione al di sotto delle due cifre».

Palmerini A pag.11







Venerdì 5 Gennaio 2001
italia – economia
[ARGOMENTO ]Occupazione
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Dall ’indagine trimestrale di Unioncamere emergono previsioni ottimistiche per il 2001 con la creazione di 345mila posti di lavoro A sorpresa il Sud stacca tutti.
Per il Mezzogiorno un aumento (5%) a ritmi quasi doppi del Nord.
Le Pmi guidano la corsa

ROMA. Il lavoro arriva anche al Sud, una rimonta guidata dalle piccole imprese che spiazza perfino le aree ricche del Nord-Est. Per la prima volta la crescita dell’occupazione riguarda più il Mezzogiorno che il resto d’Italia, almeno secondo le previsioni dell’indagine trimestrale Excelsior di Unioncamere. In particolare, nel periodo tra l’ottobre e il settembre 2001, le imprese stimano un incremento del lavoro dipendente del 3,5% con un particolare scatto del Sud che mette a segno più 5 per cento. In termini assoluti vuol dire che a settembre del prossimo anno in Italia ci saranno 345mila occupati in più, di cui 97mila solo nel Mezzogiorno. E saranno soprattutto le imprese fino a 49 dipendenti a fare assunzioni, circa 313mila in più.

La rimonta del Sud non è da poco soprattutto se si confronta quella crescita del 5% con il più 2,7% del Nord-Ovest, il 3,4% del Nord-Est e il 3,6% del Centro. Insomma, un sorpasso vero almeno considerando i diversi punti di partenza di ciascuna area del Paese. L’aspetto più interessante è osservare anche quali sono i settori che danno una marcia in più al Mezzogiorno: su questo punto, anche se non ci sono i dati delle categorie produttive ripartite per zona geografica, qualche conclusione si può comunque trarre.

Sono i servizi che hanno il passo più accelerato (più 3,6% contro un 3,5% dell’industria), un passo scandito dal ritmo della new economy: per tutto il settore del terziario avanzato si prevede una crescita del 5%, mentre sul fronte dell’informatica e telecomunicazioni la crescita sarà del 4,3%, cioè oltre 12mila nuovi posti. E proprio sulla new economy il Governo sta puntando per cercare una strada di sviluppo del Sud ma soprattutto per non lasciarlo indietro rispetto al resto del Paese e dell’Europa. Nel Mezzogiorno, infatti nascono e stanno ancora nascendo varie attività di servizio, come i call center, ma anche centri di ricerca, come in Sicilia.

Ma c’è stato un altro boom, quello delle attività commerciali soprattutto della grande distribuzione (più 4,9% e quasi 75mila posti in più) mentre anche il turismo fa uno scatto in avanti: l’attesa delle imprese è di quasi 22mila occupati in più pari a un incremento del 4,8 per cento. Il passo in avanti del Sud, quindi, può arrivare proprio da questi settori che sono poi quelli che trainano la crescita generale.

Se quella del sorpasso sul Nord è davvero una sorpresa, il fatto che a trascinare l’occupazione sia la piccola impresa non è più una novità. Si tratta, semmai, di una conferma che assume però sempre maggiore consistenza: le aziende fino a 49 dipendenti prevedono una crescita del 6% contro l’1,6% di imprese fino a 249 dipendenti e uno 0,1 dai 250 addetti in su. L’attesa è positiva soprattutto per le imprese artigiane che nel periodo settembre 2000-ottobre 2001 dovrebbero creare 111mila posti di lavoro con un tasso di crescita del 7,6% pari a più del doppio di quello medio dell’intera economia. «La crescita dell’occupazione — ha commentato il presidente dell’Unioncamere, Carlo Sangalli — è strettamente collegata all’elevato tasso di natalità imprenditoriale registrato negli ultimi due anni. Queste prevedono di creare nel periodo quasi 313mila posti di lavoro pari al 90% dell’intera crescita occupazionale attesa». Un contributo che secondo Sangalli merita un reale sostegno da parte del Governo «rendendo concorrenziale l’intero sistema a cominciare da Fisco, semplificazione burocratica e mercato del lavoro». A fine anno «avremo una disoccupazione al di sotto delle due cifre e gli ultimi dati Istat indicano che, per la prima volta, c’è una crescita dell’occupazione nel Sud più che nel resto del Paese (1,5% contro l’1,0% del Nord)». Questo il commento del ministro del Lavoro, Cesare Salvi, sui dati Unioncamere.

Lina Palmerini