Occupazione, Italia lontana dalla media Ue

18/11/2004

    giovedì 18 novembre 2004

    Pagina 35 – Economia

    Occupazione, Italia lontana dalla media Ue

      ROMA – L´Italia è, nell´Europa dei 15, il Paese più indietro nella realizzazione degli obiettivi di Lisbona sull´occupazione. Nel 2003 il tasso di occupazione era del 56,1 per cento (contro il 64,3 della Ue), il 13,9 per cento in meno rispetto al traguardo del 70 per cento («un vero e proprio miraggio», dice la Commissione) fissato per il 2010.

      L´obiettivo di un tasso del 60 per cento per la sola occupazione femminile è ancora più lontano (attualmente siamo al 42,7 per cento). Il divario è ancora maggiore se si considera l´obiettivo di un´occupazione del 50 per cento per quanto riguarda i lavoratori anziani (oggi siamo al 30,3 per cento). I dati provengono dalla Commissione europea e sono contenuti nel Rapporto sull´occupazione 2004, presentati ieri in un seminario dall´Isae.

      Quasi la metà dei 25 Stati che fanno la nuova Europa ha registrato una crescita annua dell´occupazione negativa. La crescita occupazionale dell´Italia è invece rimasta positiva e pari all´uno per cento, «pur calando rispetto ai precedenti livelli più alti». Nel 2003 il tasso di occupazione negli Stati Uniti è stato del 69,9 per cento, contro il 64 dell´Europa dei Quindici il 63 dell´Europa dei 25. Il tasso di crescita occupazionale negli Usa è stata però soltanto del 2,8 per cento nel periodo ?98-2003, mentre nell´Europa dei 15 ha raggiunto il 6,4 per cento. Nell´ambito del seminario è stato ricordato che in Italia i datori di lavoro possono contare su 43 tipologie contrattuali. «Abbiamo avuto una crescita dell´1% dell´occupazione – ha detto il sottosegretario Maurizio Sacconi – la media degli altri è molto al di sotto. Dobbiamo proseguire sulla strada di molte tipologie contrattuali per portare nel mercato del lavoro regolare quelli che ne sono esclusi».