Occupazione e diritti. La CGIL a congresso

05/05/2010

Si apre oggi il XVI congresso della Cgil, a Rimini comedi consuetudine, e come sempre sarà un appuntamento affollato: mille i delegati circa tremila gli ospiti attesi al Palacongressi.
La ritualità finisce qui,un paio di elementi lo rendono diverso da quelli del recente passato.
È un congresso che matura in piena crisi occupazionale perché, seppure si cominci a vedere una luce fioca alla fine del tunnel della recessione, il timore è che la ripresa sarà – ancora per un triennio – senza occupazione. È questo il tema portante della relazione che Guglielmo Epifani inizierà a leggere intorno alle 11 di questa mattina.
Una quarantina di cartelle che partendo dall’occupazione e dai diritti del lavoro, decisamente sotto attacco del governo di destra, tratteggeranno le proposte che Epifani presenterà alla Cgil, ovviamente, e al Paese per il quale chiede un progetto da mettere in cantiere. Ad ascoltarlo ci sarà la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia e ci sarà il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, una presenza che una parte della minoranza interna maldigerisce, perché vi legge – come dice Giorgio Cremaschi – «una svolta moderata ». Ci saranno anche i segretari di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti: parleranno giovedì mattina. I rapporti tra la Cgil e le altre due confederazioni sono i peggiori registrati nell’ultimo decennio, neanche durante la rottura del Patto per l’Italia erano a questi livelli. Epifani ha annunciato di voler «riconquistare » un nuovo modello contrattuale dopo la rottura dello scorso anno sul modello che invece Cisl e Uil hanno accettato. «Un sindacato ha il compito di contrattare», ha detto. Ed è stato letto come la volontà di riannodare i fili strappati, o quantomeno di provarci. Potrebbe dunque essere il congresso della ripresa del dialogo, ma anche no. Perché Epifani non è affatto pronto ad abiurare alla sua linea, quanto a Bonanni e Angeletti si aspettano proprio questo e cioè che il maggiore sindacato torni sui suoi passi e segua il loro percorso.
MOZIONI Questo è il nodo principale della frattura interna alla Cgil che si presenta a Rimini con due mozioni contrapposte. Sebbene non inedito, è un fatto nuovo. La prima mozione di Epifani ha raccolto l’83% dei voti; la seconda primo firmatario Domenico Moccia, il 17%. Con questa si sono schierati anche il leader della Fiom Gianni Rinaldini e quello della Funzione pubblica, Carlo Podda. La prima mozione ha vinto in tutte le categorie, tranne nella Fiom. E una prima conseguenza è stata che tanto Podda, quanto Moccia (bancari) hanno lasciato la leadership delle loro organizzazioni. Ora si tratta di capire le evoluzioni. Se, ad esempio, la minoranza si costituirà in area programmatica. Se il congresso cercherà una qualche sintesi politica o si finirà a vincitori e vinti. Il congresso che si apre oggi è l’ultimo sotto la guida di Epifani, che a Rimini verrà riconfermato ma a settembre passerà il testimone. A una donna, si dice da mesi, e si fa il nome di Susanna Camusso. La partita però sembra aperta e altre candidature stanno in campo: quella della leader dello Spi Carla Cantone, e quella di Morena Piccinini, ma anche Fulvio Fammoni o Agostino Megale. Oggi ad ascoltare Epifani ci saranno tutti i leader del centrosinistra, a cominciareda Pierluigi Bersani. Sabato le conclusioni e l’elezione del nuovo Direttivo.