Occupazione: A caccia di giovani persino in bar e discoteche.

20/11/2000

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Lunedì 20 Novembre 2000 prima pagina
Occupazione
: A caccia di giovani persino in bar e discoteche.
L’impiego non si cerca, ti trova lui

MILANO. Solo lo 0,4% dei giovani che ha un lavoro lo ha trovato rivolgendosi al collocamento, l’1,5% ai centri di orientamento e il 3% attraverso le inserzioni sui giornali. I dati di un’indagine del Censis trovano conferma nell’ultimo trend nella ricerca di personale: per reclutare i ragazzi di tutti i livelli di qualifica (ma soprattutto gli esperti del Web) bisogna andarli a cercare nei posti che frequentano abitualmente: pub, discoteche, fiere di settore, centri commerciali e, naturalmente, su Internet. Aziende e società di selezione lo hanno capito e in tutta Italia riempiono le bacheche esposte nei centri di aggregazione giovanili con annunci, locandine e cartoline che offrono lavoro per "catturare" le nuove leve.

Per attrarre l’attenzione dei giovani, però, bisogna adottare sistemi creativi, adeguati all’ambiente. Lo ha fatto una società milanese della New economy che, per reclutare mille diplomati e laureati, ha stampato l’annuncio su una di quelle cartoline pubblicitarie colorate da colezionare che vengono distribuite nei pub e ai concerti rock.

La società Autogrill, invece, ha attratto diverse centinaia di «operatori multifunzione» che lavorano nei fast food con una locandina appesa in tutti i punti vendita. Sopra c’è un numero di cellulare da chiamare per fissare l’appuntamento con il selezionatore. E ai nuovi assunti viene anche offerto un motorino da comprare con il 25% di sconto.

Santonocito a pagina 45





Lunedì 20 Novembre 2000 lavoro & carriere
Occupazione:
Migliaia di offerte di lavoro s’incontrano fuori dalle istituzioni ufficiali e il reclutamento è molto più efficace In discoteca.
Il collocamento funziona.
I giovani sono «inseguiti» dove si riuniscono: nei bar, nei fast food e persino nei centri sociali

A Napoli, il "Vinarium" in Piazza dei Martiri è frequentato per cena dagli universitari e dalle aziende che cercano personale. Tra un piatto e l’altro si può buttare l’occhio sulle offerte di lavoro esposte: ce n’è per tutti, dalla segretaria allo junior manager.

Dall’altro capo della Penisola, chi è invitato a festeggiare la laurea di un’amico ha la stessa opportunità: allo Sporting club di Milano 3, spazio che si può affittare per dare feste private, appesi in bacheca si trovano gli annunci di lavoro, e sono più del tipo "offro" che di quello "cerco". Non siamo ancora in California, dove un’impresa innovativa come Cisco Systems manda i selezionatori sulla spiaggia a fare recruiting di informatici, ma anche in Italia è il lavoro che va incontro ai candidati.

Dalla mattina alla sera, un giovane disoccupato può imbattersi in una varietà di offerte (e non solo per basse qualifiche) senza mettere piede in nessuno dei luoghi deputati all’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. In calo molti dei canali istuzionali (dal collocamento all’inserzione), oggi è più facile per le aziende avvicinare i candidati nei posti che i ragazzi frequentano. Se dunque, come rileva il Censis, solo lo 0,4% dei giovani che lavorano ha trovato l’attuale occupazione al collocamento, l’1,5% ai centri di orientamento e il 3% attraverso le inserzioni, il reclutamento «sul campo» è l’ultima tappa di quei percorsi informali che hanno già dimostrato di funzionare meglio. Come il "passaparola" tra amici e conoscenti, efficace per il 52% dei ragazzi.

Le società di selezione lo hanno capito. Barbara Demi di Etline e associati — che racconta di aver visto persino una ricerca di personale stampata sul retro dello scontrino di un centro commerciale a Sondrio — si è servita di un annuncio in discoteca (al Propaganda di Milano) per trovare specialisti Web. Per gli "smanettatori" di talento vanno bene anche i centri sociali. «Questo tipo di figure si "catturano" lì e il messaggio deve essere creativo, adeguato all’ambiente». È il caso di SoftPeople, società milanese specializzata in applicazioni aziendali Internet, che per cercare mille diplomati e laureati dai 18 ai 30 anni ha scelto le cartoline pubblicitarie, quelle colorate distribuite nei pub e nei club dove si ascolta musica.

È la rivincita della vecchia bacheca, dice Carmen Russo, responsabile dell’Informagiovani di Cremona, solo che a usarla adesso sono le aziende. «A Cremona — spiega — ce ne sono in molti bar e sale giochi e gli annunci si rivolgono a tecnici qualificati e profili Web. L’altro strumento per raggiungere i giovani è Internet». Tralasciando i jobsite, le pagine di recruiting sono uno spazio fisso su molti siti aziendali. Provare per credere: cercando una vacanza nel sito di viaggi «e-dreams.com» si è accolti dal banner «Lavora con noi!» diretto a figure del turismo e di Internet.

Ma è frequente anche l’annuncio tradizionale collocato bene in vista nel punto vendita: ne fa uso l’Esselunga per profili junior di tutti i livelli mentre la società Autogrill li adotta per selezionare gli "operatori pluriservizio" delle catene Autogrill, Burger King, Ciao e Spizzico. «Chiunque entra in questi locali — spiega Roberto Arca dell’ufficio pianificazione risorse — trova una cartolina da spedire per partecipare alla selezione o una locandina con un numero di cellulare per fissare un appuntamento. Funziona: su 9mila operatori ne abbiamo assunti così diverse centinaia». E da giugno a fine dicembre è in corso una campagna che offre a chiunque venga assunto in un punto "Spizzico" di comprare un motorino Aprilia con il 25% di sconto.

Un canale più mirato sono le fiere di settore. In ottobre sia lo Smau che la Bi-mu (saloni dell’informatica e delle macchine utensili) hanno organizzato spazi appositi dedicati alla ricerca di personale rivolti ai giovani con offerte concrete e incontri con gli espositori. Dal 14 al 17 dicembre anche «Ecolavoro 2000», manifestazione promossa da Lega Ambiente a Firenze proporrà per la terza volta una "Borsalavoro". «Un’area dell’esposizione — spiega Roberto Della Seta di Lega Ambiente — ospiterà alcuni pc su cui consultare le opportunità di impiego in cinque settori di attività: tecnologia ambientale, edilizia compatibile, turismo e valorizzazione dei prodotti tipici, protezione civile e formazione». L’anno scorso la Borsalavoro ha raccolto alcune centinaia di curriculum «e le imprese espositrici — dice Della Seta – hanno chiesto di ripeterla».

Rosanna Santonocito