Occupati, più 300 mila in un anno

27/06/2003

venerdì 27 giugno 2003

 
 
Pagina 28 – Economia
 
 
Raggiunta una quota record in aprile: oltre 22 milioni.
Bersani al governo: effetto delle politiche del centrosinistra
Occupati, più 300 mila in un anno
I senza lavoro sotto il 9 per cento. Maroni: merito nostro
          LUISA GRION


          ROMA – Cresce l´occupazione: più al Centro e al Nord che al Sud, più fra gli adulti che fra i giovani, ma con un ritmo che comunque porta la percentuale dei senza lavoro sotto la soglia del 9 per cento (8,9 ad aprile contro il 9,2 dello stesso mese 2002).
          L´Istat nel periodo in questione ha contato 301 posti di lavoro in più, segnando un aumento medio dell´1,4 per cento. Il record – per quanto riguarda il Centro – è stato raggiunto grazie all´andamento delle costruzioni e del settore servizi, maggiori responsabili di una crescita di posti di lavoro che – nella zona – ha toccato il 2,1 per cento. E se nel Nord Ovest (più 1,9 per cento) è diminuita l´occupazione nell´industria ma è leggermente aumentata quella dell´economia, nel Nord Est (1,6 per cento) sono invece state le fabbriche a garantire maggiori opportunità mentre c´è stata qualche defezione nel terziario. Per quanto riguarda il Sud più che di crescita si è trattato di stabilità, visto che l´aumento dei posti di lavoro è rimasto inchiodato allo 0,1 per cento.
          In tutto comunque gli occupati in Italia, se non si tiene conto delle variazioni stagionali, sono oggi oltre 22 milioni: il tasso sale al 56 per cento pur restando ben lontano dagli obiettivi fissati a Lisbona che lo fermano al 70. In cerca di lavoro restano invece 2.147 mila, dato in calo del 2,8 per cento rispetto allo scorso anno.
          I più premiati da questa ondata di nuovi posti sembrano essere i lavoratori adulti visto che l´occupazione giovanile (dai 15 ai 24 anni) risulta addirittura ribasso (dal 25,4 del 2002 all´attuale 25,1). In compenso è migliorata la situazione femminile, dove l´occupazione risulta in crescita del 2,3 per cento rispetto allo 0,8 di quella maschile (ma la situazione di partenza, si sa, è diversa).

          Soddisfatta Confindustria e molto soddisfatto il governo. Le imprese avocano a sé il merito del risultato. «Dobbiamo ringraziarle – ha detto D´Amato – Parte dei nuovi posti sono usciti dal sommerso». Il governo pure. «La crescita dell´occupazione – ha detto il ministro Maroni – è frutto delle politiche degli ultimi due anni. E´ ovvio che con la legge Biagi le imprese avranno a disposizione altri strumenti per rendere ancora più positivo questo trend». Marzano fa notare «l´inversione di tendenza rispetto al resto dell´Europa».
          L´opposizione, con Pierluigi Bersani responsabile economico dei Ds, ricorda invece che il merito della crescita dei posti di lavoro è da assegnare alle riforme introdotte nel 1998 dal governo di centrosinistra. All´aumento degli occupati ha contribuito in gran parte, secondo Bersani, la sanatoria per gli immigrati che ha regolarizzato molte posizioni di lavoro.