Occupati in calo, ma aumentano nei servizi

26/01/2001

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Venerdì 26 Gennaio 2001
italia – lavoro
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A ottobre -2,2%, ma aumentano nei servizi. Grande industria, occupati in calo

(NOSTRO SERVIZIO)

ROMA Le grandi imprese dell’industria non riescono ad arginare la continua diminuzione degli addetti e devono fare i conti anche con il ritorno alla crescita del costo lavoro e della cassa integrazione. Al contrario, i servizi confermano il debole aumento che li caratterizza ormai da sette mesi e fanno registrare una nuova timida espansione dell’occupazione. In ottobre, infatti, l’industria ha accusato una diminuzione di 18mila posti di lavoro su base annua, mentre il terziario ha messo a segno un modesto incremento di circa mille unità. L’occupazione nelle grandi imprese continua ad accusare un deficit abbastanza consistente (-17mila addetti), anche se calante o, quanto meno, stabile. Sotto il profilo congiunturale però la dinamica dell’occupazione resta piuttosto pesante: i dati destagionalizzati denunciano — rispetto a settembre — una diminuzione dello 0,2% nell’industria e una dello 0,1% nei servizi.

La pur apprezzabile accelerazione della produzione industriale (+3,7% nei primi undici mesi del 2000) non è, dunque, riuscita a cancellare le ferite dovute al rallentamento dell’economia e, soprattutto, all’esigenza di adeguarsi a modelli produttivi che richiedono risposte in tempo quasi reale su mercati spesso turbati da fenomeni difficilmente prevedibili (è il caso del caro petrolio e del super dollaro). Nei servizi invece è la new economy a dettare trasformazioni che si stanno rivelando un formidabile veicolo di crescita per molti settori, come dimostrano il boom delle comunicazioni e la massiccia presenza di banche e commercio sul Web.

Secondo i dati Istat nell’ottobre 2000 l’indice degli occupati alle dipendenze nelle imprese industriali con oltre 500 addetti (pari a 89,4 con base dicembre 1995=100) ha denunciato una diminuzione, misurata attraverso i dati destagionalizzati, dello 0,2% sul mese precedente (-0,5% al netto della Cassa). Su base annua, e cioè rispetto all’ottobre 1999, il calo è fermo al 2,2% (-2,7% al netto della Cassa), traducendosi in termini assoluti in un "taglio" di 18mila addetti. Sempre in ottobre, continua l’Istat, la contrazione tendenziale nell’industria manifatturiera si è ancora addolcita (-1,2%). Le flessioni occupazionali più significative si registrano nel settore della carta (-8,7%) e nelle industrie alimentari (-2,8%). Variazioni positive si verificano nelle industrie manifatturiere varie (+5,4%), della lavorazione dei minerali non metalliferi (+1,7%), della gomma e plastica (+1,2%) e dei metalli (+1 per cento).

Le ore effettivamente lavorate per dipendente, con un giorno lavorativo in più, sono salite dello 0,7%, l’incidenza delle ore straordinarie è pari al 4,4% e il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 48,6%. Le retribuzioni lorde per dipendente sono cresciute del 4% e il costo del lavoro del 3%.

L’occupazione nelle grandi imprese dei servizi, al contrario, cresce da sette mesi di fila, anche se sotto il profilo congiunturale in ottobre si è verificata una battuta d’arresto (-0,1%). L’indice è risultato pari a 96,9 (base dicembre 1995=100), con un incremento dello 0,1% nei confronti dell’ottobre 1999. L’occupazione nei servizi aumenta quindi di circa mille unità su base annua. Sempre in accelerazione il numero degli addetti ad alberghi e ristoranti (+7,1%) e soprattutto al commercio (+8,8%), mentre gli occupati nei trasporti sono in crescente flessione (-3,5%). In calo appare la cassa integrazione (-53,3%), mentre le ore lavorate sono stabili, con un’incidenza percentuale del 6,2% delle ore straordinarie. Le retribuzioni lorde sono aumentate del 6,8%, il costo del lavoro del 5,8% (queste variazioni così accentuate sono in parte dovute al nuovo contratto nel settore dell’intermediazione monetaria e finanziaria, secondo il quale alcune mensilità aggiuntive sono state distribuite sui dodici mesi del 2000).

Elio Pagnotta