Occupati, Bolzano leader europeo

10/11/2004


    mercoledì 10 novembre 2004

    sezione: ECONOMIA ITALIANA – pag: 15
    La provincia ha il tasso più basso di senza lavoro (2%) Giovani, Campania ultima
    Occupati, Bolzano leader europeo
    ENRICO BRIVIO
    BRUXELLES • Non c’è destino migliore, per chi cerca lavoro in Europa, che nascere nella provincia autonoma di Bolzano. Non c’è, al contrario, peggiore sventura per un giovane europeo a caccia di impiego che nascere in Campania, né compito più arduo del trovare occupazione che per una donna calabrese. Nemmeno gli aspiranti lavoratori al di sotto dei 25 anni dei possedimenti francesi di Reunion, al largo del Madagascar, e della Guyana o le donne della regione polacca più povera di Zachodniopomorskie, hanno così poche possibilità di trovare lavoro.

    Sono gli spietati verdetti sull’occupazione regionale 2003, che Eurostat ha reso noti ieri. Dati che, anche nel grande scenario dell’Unione a 25 Stati, continuano a proiettare l’immagine di un mercato del lavoro italiano estremamente polarizzato, in grado di primeggiare ai vertici europei con alcune regioni del centro-nord, ma di sprofondare con aree del Sud al di sotto delle zone più povere dell’Est Europa e delle colonie ultraperiferiche.

    Oasi dell’impiego comunitario è stata nel 2003 la provincia autonoma di Bolzano che, sfruttando al meglio anche la sua limitata estensione territoriale, si è piazzata al primo posto assoluto in Europa con un tasso di disoccupazione di appena il 2%, seguita dalle aree austriache di Salisburgo (2,3%), del Tirolo (2,5%) e dalla olandese Zeeland (2,5%). Nella top ten figurano però anche la provincia di Trento, al sesto posto (2,9%), e l’Emilia Romagna, al settimo (3%), distinguendosi anche per l’alta occupazione nel settore industriale.
    L’isola francese di Reunion è invece maglia nera per tasso di disoccupazione complessivo con il 31,8%, più alto delle percentuali della caraibica Guadalupa (26,3%) e delle aree polacche di Dolnoslaskie (26%) e Zachodniopomorskie (25,5%). Nella lista nera delle dieci regioni peggiori anche la Calabria (23,4%), preceduta solo da
    sei regioni, tutte polacche o colonie francesi.

    Ma la regione calabrese si aggiudica anche il poco onorevole record europeo della disoccupazione femminile, che tocca una percentuale del 33,3%, davanti a Réunion (32,9%) e alla Sicilia (28,9%). Mentre alla Campania spetta l’altrettanto poco commendevole primato della disoccupazione giovanile, al vertiginoso picco del 58,4%, superiore anche a Calabria (56,7%), Guadalupa (56%) e Sicilia (53,5%). Si può anche sospettare che il mancato conteggio dell’economia in nero dipinga un quadro più nero del reale per il Sud italiano. Ma, secondo gli aridi dati ufficiali disponibili, nemmeno l’arrivo di Bulgaria e Romania riuscirà a schiodare il Mezzogiorno dalle ultime posizioni europee.