Occhiali, le aziende bellunesi si alleano nella distribuzione

06/11/2002




          6 novembre 2002

          ITALIA-ECONOMIA


          Occhiali, le aziende bellunesi si alleano nella distribuzione
          Claudio Pasqualetto


          (DAL NOSTRO INVIATO)
          BELLUNO – Dal cilindro dei produttori di occhiali del distretto bellunese è spuntato il raggruppamento di imprese. Non ha la rigidità di un consorzio né l’istituzionalità di un ente e potrebbe essere lo strumento giusto per risolvere le difficoltà legate alla distribuzione in un mercato sempre più globalizzato, unico ma decisivo tallone d’Achille dei piccoli e medi produttori bellunesi. I grandi non hanno problemi di questo tipo: da Luxottica a De Rigo a Marcolin si sono comprati intere catene di vendita; solo Safilo non è entrato in questo segmento, ma ha la forza di un leader ed un pacchetto straordinario di griffe per stare sul mercato. I piccoli e medi, invece, saltato il vecchio e tradizionale sistema degli agenti e degli importatori, si sono trovati a brancolare nel buio e non a caso nel primo semestre del 2002 l’export degli occhiali italiani ha subito una contrazione. Un calo lieve, 0,9% su un valore di 796 milioni di euro, ma significativo perché, visto che i grandi continuano la loro marcia positiva, per i piccoli il valore è a due cifre. Rallentano soprattutto le vendite di montature, calate dell’11,3% mentre il sole, trainato dalle griffe, continua a crescere del 6,5%, per un controvalore di esportazioni nel semestre di 501 milioni. «Sono anni difficili – ammette Renato Sopracolle, presidente della sezione occhialeria di Assindustria Belluno – abbiamo subito una contrazione di aziende, molti sono passati al terzismo puro, ma ora pensiamo che i raggruppamenti di imprese ci possano far ritrovare i mercati. La formula del Consorzio non funzionava perché comunque creava delle rigidità ed ecco allora questa soluzione. I raggruppamenti sono vere e proprie società esterne che si occupano esclusivamente di distribuzione e crescono a geometria variabile adattandosi alle necessità delle aziende di cui sono strumento operativo. Le prime esperienze fatte hanno dato riscontri positivi». L’innovazione lascia ormai spazi molto limitati in un settore decisamente maturo da questo punto di vista. Giusto qualche nicchia come quella di Trenti, diventato leader nel segmento dell’occhiale per bambino essendo riuscito negli ultimi anni a proporre cerniere indistruttibili abbinate ad un design accattivante. «Quanto alla promozione – precisa Vittorio Tabacchi (Safilo), presidente di Anfao, l’associazione dei produttori – sarebbe letale per noi se il Governo mantenesse l’intenzione di tagliare in Finanziaria i fondi a sostegno dell’internazionalizzazione, visto che esportiamo l’80% della nostra produzione. Il mantenimento di finanziamenti almeno ai livelli precedenti, così come l’avvio delle riforme fiscali e più severi controlli sul mercato interno per difendere i brevetti e tutelarci dall’invasione di prodotti asiatici fuori norma e pericolosi, sono scelte indispensabili». «Abbiamo fatto della qualità – conclude Tabacchi – il nostro plus vincente, stiamo lavorando sull’ottimizzazione dei costi e non possiamo permetterci cambi delle carte in tavola rispetto alle premesse su cui abbiamo costruito le nostre strategie».