Obiettivo borsa per Igd (coop)

26/02/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
048, pag. 7 del 26/2/2003
di Stefano Catellani



Il 26 marzo via all’aumento di capitale.

Obiettivo borsa per Igd (coop)

È la borsa lo scenario disegnato da Coop Adriatica di Bologna e Coop Toscana Lazio per massimizzare i risultati già ottenuti con lo spin off del patrimonio immobiliare. È un salto generazionale se si pensa che Coop Toscana Lazio è nata nel ’45 a Piombino (Livorno) e si chiamava Cooperativa di consumo la proletaria fra operai, impiegati e artigiani. Coop Adriatica è invece nata a metà degli anni 90 dalle esperienze di Coop Emilia Veneto e Coop Romagna Marche.

Il primo passaggio è già calendarizzato per il 26 marzo a Bologna quando si riunirà l’assemblea di Igd spa, l’Immobiliare grande distribuzione che gestisce la parte più rilevante del patrimonio edilizio di Coop Adriatica e parte di quello di Coop Toscana Lazio.

Il presidente ha inserito all’ordine del giorno, oltre all’approvazione del bilancio d’esercizio 2002, un aumento di capitale finalizzato alla richiesta di ammissione alla quotazione. I ricavi di Igd nel corso del 2002 sono stati pari a 23,8 milioni di euro. Coop Adriatica ha chiuso il 2002 con vendite per 1.542,5 milioni di euro (+9,9% sul 2001), 691 mila soci (67 mila in più dal 2001) e 7.600 dipendenti che operano su una rete di vendita di 13 ipermercati e 102 supermercati tra Emilia Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo. Il budget 2003 indica vendite a 1.662,5 milioni di euro (+7,8%), un incremento di circa 50 mila soci e investimenti per complessivi 149 milioni. Coop Toscana Lazio ha chiuso il 2002 con un fatturato di 809 milioni(+10,4% sul 2001), 508 mila soci (31 mila in più) e 4.102 dipendenti che operano su una rete di quattro ipermercati e 48 supermercati tra Toscana, Lazio e Campania. Il budget 2003 prevede vendite per 924 milioni (+ 14% sul 2002) e investimenti per 50 milioni

Il timing per la quotazione non è fissato ma la volontà di arrivare a piazza Affari è chiara e l’a.d. di Igd Leo Buganè considera quelli già impostati atti preliminari, necessari a verificare l’esistenza delle condizioni di mercato per decidere successivamente in merito all’eventuale collocamento di una parte del capitale alla borsa.