«Nuovo welfare e più giustizia perché il capitalismo sopravviva»

31/05/2004


SABATO 29 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 31 – Economia
 
 
L´ANALISI
L´economista Luigi Zingales alle Lectures della Fondazione Rodolfo Debenedetti

«Nuovo welfare e più giustizia
perché il capitalismo sopravviva»

Per l´Italia un diverso clima: creare ricchezza, non sussidi
ANDREA GRECO


    MILANO – Una sanità funzionante e diffusa, una scolarità ampia che travalichi i saperi specifici, la generale riduzione delle ineguaglianze. Non è l´ultimo appello no global, ma il viatico di una critica al capitale dall´interno, in un libro che fa pensare illustrato ieri dall´autore Luigi Zingales, nella Lecture 2004 della Fondazione Rodolfo Debenedetti. Come sempre ospita la Bocconi, come sempre l´istituto guidato da Tito Boeri sceglie spunti di politica economica. Al capitalismo serve un cuore, e solo garantendo certi prerequisiti il mercato può mantenere il consenso politico. È la conclusione della ricerca di Zingales e Raghuram Rajan, svolta in Salvare il capitalismo dai capitalisti, tradotto da Einaudi e già alla seconda edizione.
    La ricerca elabora circa 100mila questionari raccolti tra ´91 e ?95 dal World Value Survey sull´approccio a competizione e concorrenza nei vari paesi, trovando l´attitudine ai due aspetti cruciale per la sopravvivenza dei mercati, specie in democrazia; un´attitudine che migliora con l´educazione, la salute e l´apertura commerciale dei paesi. Dinamiche, queste, correlate pure all´andamento degli assetti proprietari e alla conseguente formazione dei redditi. Secondo gli autori, la pianta della concorrenza competitiva alligna nell´ambiente democratico, con proprietà e censi diffusi tra i ceti medi e garantiti da ciò che la terminologia Usa chiama rule of law, ovvero la certezza del diritto e delle pene, a tutela dei contratti e della proprietà.
    Sull´Italia, Zingales ? laureato in Bocconi nel ´92, ma oggi insegna finanza a Chicago ? rileva che «c´è grande differenza di approccio tra classi alte e inferiori, forse perché qui la cultura competitiva non la si è mai tenuta per valore». Il modello nostrano preferisce l´oligopolio, cercando «un po´ più di mercato e molte meno spese ? prosegue Zingales ? ma ora va creato un clima diverso, che incentivi a creare ricchezza: lo Stato si occupi di infrastrutture, scuole e giustizia, senza pensare ai sussidi alle imprese». Gioverebbe forse «un welfare diverso, che riduca i costi del lavoro interferendo il meno possibile coi mercati». Ad esempio superando la cassa integrazione a vantaggio di sussidi in base al tempo lavorato, propone Zingales, per evitare abusi incentivando il reimpiego.