Nuovo Tfr ai fondi, ridotti i contributi

20/12/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Oggi il Governo vara la delega con la riforma pensioni – Il 100% delle liquidazioni future sarà destinato alla previdenza complementare

    Nuovo Tfr ai fondi, ridotti i contributi
    Contestuale il taglio per i datori di lavoro – Si punta a un’estensione graduale del riordino al pubblico impiego – Dissenso sindacale
    ROMA – Destinazione di tutto il Tfr "maturando" ai fondi pensione, con una "corsia preferenziale" per quelli chiusi. E contestuale decontribuzione per le imprese del 3-5% sui neo-assunti a tempo indeterminato lasciando invariati gli "assegni", con oneri a carico dell’Inps. Sono questi i pilastri su cui poggia la delega sulle pensioni che sarà esaminata oggi dal Consiglio dei ministri in cui in extremis dovrebbe essere prevista la progressiva estensione anche al pubblico impiego delle nuove regole previdenziali per i lavoratori privati. Il testo prevede poi la liberalizzazione dell’età pensionabile, incentivi per favorire il rinvio delle "anzianità" subordinati alla stipula di un contratto a tempo (rinnovabile) della durata biennale, la certificazione dei diritti acquisiti e la progressiva abolizione del divieto di cumulo ma non per gli "statali". La delega, che sarà affinata questa mattina, contiene anche misure per favorire l’emersione dei pensionati in nero, l’aumento al 16,9% dell’aliquota sui parasubordinati e il riordino degli enti previdenziali. La bozza è stata illustrata ieri sera dai ministri Roberto Maroni e Giulio Tremonti alle parti sociali. E i sindacati hanno manifestato il loro dissenso pur con alcuni distinguo. Maroni ha ribadito che il Governo non vuole andare allo scontro e che il testo è aperto: «La delega fissa solo i principi, ci sarà tempo di discutere ancora anche in Parlamento. È impossibile costruire una proposta che possa piacere a tutti». Il ministro ha aggiunto che la decontribuzione non avrà effetti negativi per l’Inps: «Ci saranno maggiori entrate con la crescita dell’occupazione e l’aumento dell’aliquota sui parasubordinati». Maroni: decolleranno i fondi e ci sarà più occupazione. Maroni ha anzitutto ricordato che non ci saranno disincentivi alle anzianità ma «solo incentivi a restare al lavoro». Anche perché il piano del Governo – ha detto – «si basa soprattutto su due obiettivi strategici»: aumentare «l’occupazione giovanile» incentivando al tempo stesso i lavoratori più anziani a restare al lavoro; «sviluppare la previdenza integrativa». Verso la graduale estensione della riforma anche agli "statali". La bozza di ieri non prevedeva interventi per il pubblico impiego. Dopo la protesta dei sindacati, Maroni si è impegnato a proporre al Cdm di inserire nella delega misure per estendere progressivamente la riforma (anzitutto gli incentivi) anche agli "statali". Ma ha anche ammesso che su questa questione non c’è unanimità tra i ministri. In particolare Franco Frattini sarebbe stato contrario. Ma ieri sera il ministro della Funzione pubblica avrebbe poi dato il suo via libera. Decontribuzione del 3-5% sui neo-assunti. Sui neo-assunti a tempo indeterminato scatterà una decontribuzione per le imprese del 3-5 per cento. La pensione dei lavoratori resterà comunque invariata. Sarà l’Inps a farsi carico degli oneri aggiuntivi. Meno contributi anche sui contratti aziendali. Previsto l’aumento dell’1% del limite massimo per l’esclusione dall’imponibile contributivo delle erogazioni legate a contratti aziendali o di secondo livello. Diritti acquisiti certificati. Con la certificazione dei diritti acquisiti i "pensionandi" di anzianità decideranno quando andare in pensione. Zero contributi se si resta al lavoro con contratti a tempo. Chi è in possesso di requisiti di anzianità potrà restare al lavoro. La pensione sarà congelata e ci sarà l’esenzione totale dal pagamento dei contributi: almeno il 50% finirà in busta paga e l’altra metà andrà a ridurre il costo del lavoro. Età libera di pensionamento. Anche il lavoratore in possesso dei requisiti di vecchiaia potrà restare in attività, ma solo con il consenso del datore di lavoro, e beneficiare dei "bonus". Tutto il Tfr ai fondi. sarà destinato alla previdenza integrativa tutto il Tfr "maturando" senza quindi il ricorso al "silenzio-assenso". Il lavoratore dovrà solo indicare in quale fondo pensione far affluire la liquidazione. In mancanza di comunicazioni saranno privilegiati i fondi chiusi. Le compensazioni per le imprese. Oltre alla riduzione del costo del lavoro, saranno previste agevolazioni per l’accesso al credito per le Pmi e l’eliminazione del contributo (0,20%) relativo al fondo di garanzia Inps del Tfr. Detassazioni e parità per le «forme integrative». Sarà ampliata la deducibilità fiscale della contribuzione ai fondi a abbattuta l’aliquota sui rendimenti. Ci sarà poi parità tra fondi chiusi, aperti e tutte le forme integrative. Da definire il ruolo della Covip, che potrebbe essere soppressa: su questo ieri c’è stato un mezzo scontro con i sindacati. Sale al 16,9% l’aliquota dei «co.co.co.». L’aliquota dei parasubordinati salirà dal 13 al 16,9 per cento. Abolizione del cumulo. Progressivamente sarà cumulabile la pensione di anzianità con altro reddito da lavoro dipendente o autonomo. L’abolizione non si estenderà agli "statali" che comunque non potranno lavorare oltre i 67 anni (70 i dirigenti). Misure contro il sommerso. Sono previste per far emergere i pensionati in nero in linea con il pacchetto-Tremonti. Marco Rogari
    Giovedí 20 Dicembre 2001