Nuovo stop per il contratto del commercio

10/05/2001

Il Sole 24 ORE.com






    Nuovo stop per il contratto del commercio
    Massimo Mascini
    ROMA Non è andato in porto il tentativo di chiudere in tempi brevi le trattative per il rinnovo del contratto del commercio. L’offerta avanzata dalla Confcommercio per chiudere il negoziato non sono state infatti accettate dai sindacati di settore che hanno interrotto il negoziato. È possibile che presto, anche entro dierci giorni, si arrivi a una nuova convocazione per verificare assieme lo stato delle tratttative, ma per ora non è previsto alcun appuntamento. La Confcommercio ha proposto uno slittamento della validità del contratto di un anno, prevedendo un aumento di 120mila lire per il 2002 e il 2003 e un’una tantum di 500mila lire per il 2001. Il 22 i sindacati si riuniranno per decidere le eventuali iniziative di protesta.
    Si carica dunque di nuove tensioni la stagione contrattuale. Ma proprio ieri il Consiglio direttivo di Confindustria ha stigmatizzato il comportamento di chi ha voluto creare artificiosamente sull’andamento dei negoziati contrattuali in atto un caso politico laddove non ne esistevano i presupposti. «È grave — ha osservato il direttivo di Confindustria — che sul dialogo sociale, sul quale si basa la struttura del nostro sistema contrattuale, venga distorto o interrotto a esclusivi fini politici». Per respingere le critiche espresse nei giorni scorsi gli industriali hanno ribadito la «necessità che vengano puntualmente applicati i principi dell’accordo del luglio 1993 in tutti i rinnovi contrattuali in corso, rinnovi che peraltro stanno seguendo il loro normale svolgimento». Ancora, il direttivo ha valutato positivamente l’intesa raggiunta per il contratti a termine.
    La Confindustria ha quindi reagito con forza alle osservazioni di Governo e sindacato circa la possibilità che vengano disattesi gli impegni presi otto anni fa. Il che non è peraltro stato sufficiente a sedare le polemiche. Al contrario, è cresciuto di tono l’attacco del sindacato che ha minacciato una involuzione dello scontro. Claudio Sabattini, segretario generale dei metalmeccanici della Cgil, e Adriano Musi, numero due della Uil, hanno sostenuto la possibilità di uno sciopero generale a sostegno dei contratti aperti.
    Sabattini non crede possibile un cambiamento delle posizioni degli imprenditori al tavolo del rinnovo contrattuale della sua categoria. «Non credo che Federmeccanica e Confindustria muteranno facilmente posizione — ha detto — per cui si apre una fase intensa di iniziative che possono non riguardare solo i metalmeccanici, ma anche le altre categorie impegnate nei rinnovi contrattuali». In pratica, il leader della Fiom pensa a uno sciopero che investa più categorie e afferma che si potrebbe arrivare a questa prova di forza subito dopo l’estate. «Poi — ha aggiunto — potrebbe entrare in campo tutto il movimento sindacale».
    Lo scenario delle relazioni industriali si infiamma quindi, nonostante le rassicurazioni degli imprenditori e nonostante abbiano indicato con precisione allo stesso presidente del Consiglio come la stagione contrattuale sia ancora completamente all’interno della normalità. Del resto, anche Musi, sia pure con toni meno tranchants, delinea uno scenario delle prossime relazioni industriali che non lasciano molto spazio alla speranza di una prospettiva di tranquillità. «Ci auguriamo — ha detto — che le imprese vogliano rispettare gli accordi del 1993: se dovessimo verificare una volontà negativa saremmo pronti a utilizzare tutte le forme di lotta, compreso lo sciopero generale».
    La deriva trascina direttamente verso lo scontro sociale, nonostante tutti poi si augurino il contrario. Le risposte degli imprenditori, del resto, sono state caustiche. Guidalberto Guidi, consigliere di Confindustria, responsabile dei problemi sindacali, a chi gli faceva osservare la volontà del sindacato di andare a uno sciopero generale, si è limitato a ricordare che «ciascuno è libero di fare quello che gli pare». Andrea Pininfarina, presidente di Federmeccanica, ha espresso l’augurio di evitare prove di forza. «Speriamo — ha detto — di arrivare alla firma del contratto dei metalmeccanici entro l’estate».
    Giovedì 10 Maggio 2001
 
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