Nuovo scontro Maroni-Brambilla

22/02/2002

Pagina 2 – Economia
Il ministro fa registrare dalla Corte dei Conti i provvedimenti che "sterilizzano" il tecnico leghista
Nuovo scontro Maroni-Brambilla

Tolte le deleghe, il sottosegretario resiste:"Non mi dimetto"
          LUISA GRION


          ROMA – Maroni e Brambilla: la coppia � scoppiata. La fiducia � finita, il rapporto – se mai era stato buono – � definitivamente naufragato. Ieri al ministero del Welfare si � consumato l�ultimo atto di una lunga crisi: il ministro ha ritirato la delega sulla previdenza affidata al suo sottosegretario. E se l�� riattribuita. Il decreto � gi� stato registrato dalla Corte dei Conti.
          Alberto Brambilla, dunque, tecnico di fede leghista (come lo stesso Maroni) non avr� pi� autonomia e potere per dedicarsi alle pensioni. Tema a lui carissimo visto che in passato era stato consigliere dell�Inps e che con questo governo aveva gi� presieduto la Commissione di verifica sugli effetti della riforma Dini.
          Come si � arrivati ad una cos� fragorosa rottura? La bomba � scoppiata qualche giorno fa, quando Maroni ha accusato Brambilla di aver passato alla stampa un documento – attribuito a ministero – nel quale si parlava di congelare per un anno e mezzo la riforma dell�articolo 18. Testo subito smentito da Maroni: �Prender� provvedimenti� aveva detto. Ieri lo ha fatto.
          Cosa succeder� ora? I due vivranno come separati in casa. Brambilla � arrabbiatissimo, ma non se ne va. �Sono un sottosegretario senza deleghe, ma a dimettermi non ci penso neanche. Sopravvivo in questa gabbia di matti� ha commentato. �Una cosa del genere non � stata mai fatta, neanche ai malfattori della prima Repubblica. Maroni? non lo sento da un mese ma se vuole fare le riforme, faccia pure. Il ministro pu� dare le deleghe e le pu� togliere. Ora mi dedico agli studi. Ho una montagna di modelli da finire che spero siano utili alla riforma del mercato del lavoro e della previdenza, se me li chiederanno�. Maroni invece si � lasciato scappare solo un: �E�giusto che in questa fase delicata il ministro concentri su di s�, in prima persona, le responsabilit� pi� importanti�.
          Fra i due dunque ora c�� guerra, ma in realt� non c�� mai stata pace. Le rivalit� erano iniziate subito, anche perch� gi� in campagna elettorale Berlusconi aveva citato Brambilla come un possibile titolare del dicastero poi attribuito a Maroni. E il ministro non aveva mai visto di buon occhio quel �tecnico� che gli era stato affiancato e lo aveva pi� volte sconfessato bocciando le sue proposte. Lo ha fatto anche ieri cancellando una proposta di legge non ufficiale che era circolata riguardo al trattamento previdenziale dei lavoratori esposti ad amianto. A quel testo aveva lavorato proprio Brambilla.
          Ma al ministero c�� chi giura che la guerra fra i due � solo all�inizio e che il sottosegretario sfiduciato dal titolare gode in realt� di buon credito a Palazzo Chigi: il governo, in fondo, non ha congelato l�articolo 18 ma ha proposto una tregua che un po� gli assomiglia. L�intransigenza di Maroni, d�altra parte, non piace a tutti: �Sull�articolo 18, il ministro si dia una calmata� ha detto senza troppi giri di parole Francesco Storace, presidente della regione Lazio.